DTT: semplificazioni procedurali adottate dalla Regione Friuli Venezia Giulia in vista della transizione alla tecnologia numerica

Con la Legge n. 16 del 11/08/2010 la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha emanato norme urgenti in materia, tra l’altro, di passaggio al digitale terrestre.

Ciò al fine di regolarizzazione l’esercizio degli impianti di radiodiffusione televisiva presenti nel territorio regionale, alla luce della ormai prossima transizione definitiva (c.d. switch off) al sistema televisivo numerico, calendarizzata per il Friuli Venezia Giulia (come per la Lombardia, il Piemonte Orientale, il Veneto e l’Emilia Romagna) nel secondo semestre 2010 dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10 settembre 2008 (e successive modificazioni). La recente normativa, entrata in vigore lo scorso 13 agosto (pubblicata nel 1° Supplemento ordinario n. 19 del 13 agosto 2010 al Bollettino Ufficiale n. 19 del 11/08/2010), detta, nel Capo III, norme finalizzate, appunto, ad agevolare e consentire nel territorio della regione il passaggio dal sistema analogico a quello digitale, stabilendo all’art. 12 le procedure da adottare a seconda che si tratti di nuovi impianti o di impianti esistenti. Con riguardo ai primi, l’art. 12, comma 2, del provvedimento stabilisce che “I nuovi impianti previsti dai piani nazionali di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale, e fermo restando quanto previsto dagli indirizzi dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in merito a possibili localizzazioni fuori dagli stessi piani nazionali, sono soggetti ad autorizzazione unica rilasciata da parte del Comune interessato ai soggetti abilitati a conclusione di un procedimento unificato, nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità e nei termini di cui alle vigenti norme previste per l’istituto della Conferenza di servizi”. E’ previsto che l’autorizzazione unica venga rilasciata sulla base del parere favorevole della competente A.R.P.A. e che la stessa possa essere concessa anche “in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali vigenti, fatte salve le vigenti norme in materia di tutela della salute, del territorio, dell’ambiente, del paesaggio e dei beni culturali”. Il medesimo procedimento unico, di competenza comunale, si applica anche per la regolarizzazione di impianti già esistenti, che siano interessati da modifiche che determinano un aumento dei livelli di campo elettromagnetico o comunque variazioni ai volumi edilizi ed alla sagoma dell’impianto. Se, invece, le modifiche agli impianti esistenti, al fine di adeguarli per il passaggio alla tecnologia digitale, non comportano in alcun punto del territorio un aumento dei livelli di campo elettromagnetico, non è necessario presentare un’istanza di autorizzazione, ma è sufficiente trasmettere, all’A.R.P.A. ed al Comune, una comunicazione “contenente una autocertificazione corredata di una relazione tecnica con i dati radioelettrici aggiornati sottoscritta da un tecnico qualificato”. (D.A. per NL)
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