Editoria. Bonaiuti: “Tempi maturi per una legge di sistema, che guarderà alla convergenza multimediale”

FNSI: “Da Bonaiuti segnale importante, avviare confronto. In DPEF indirizzi chiari sul welfare e ammortizzatori sociali”. Anche l’Uspi è “soddisfatta”


da Franco Abruzzo.it

di Elisabetta Stefanelli/ANSA

Roma, 29 maggio 2008. Il governo presenterà presto una legge di riforma del settore editoriale, che guarderà alla convergenza multimediale e punterà ad un appoggio bipartisan in Parlamento, facendo tesoro anche delle esperienze in merito delle precedenti legislature. Lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, nell’occasione cordialmente istituzionale dell’avvicendamento al posto di Capo del Dipartimento editoria di Palazzo Chigi tra Mauro Masi e Piero Peluffo. Peluffo però rimane come Consigliere per le problematiche della comunicazione istituzionale e di servizio di Palazzo Chigi. “Nell’affrontare un tema molto tecnico”, ha detto Bonaiuti in una conferenza stampa, “noi non partiamo disarmati ma armati perché abbiamo il Dipartimento e per questo abbiamo chiesto a Mauro Masi, che conosce le leggi, le norme, i vincoli burocratici, di tornare ad occuparsene in prima persona”. Ma “resterà nella nostra famiglia anche Piero Peluffo”, ha aggiunto, che assume il nuovo incarico ed è Consigliere della Corte dei Conti. Insomma, un gruppo forte del lavoro di anni, che punta a realizzare in tempi “tecnici” una nuova normativa, tempi “relativamente brevi” visto che una riforma potrebbe essere varata “subito dopo la finanziaria, fra settembre e ottobre” e in ogni caso entro la fine dell’anno. Lo ha spiegato il segretario generale di Palazzo Chigi, Masi, parlando però “dei tempi tecnici, perché quelli politici sono diversi”. “In ogni caso – ha aggiunto Masi – si tratta di tempi relativamente brevi: direi subito dopo la finanziaria, fra settembre e ottobre”. In questa materia, ha sottolineato ancora, si è già fatto un lavoro “importante” e questo facilita il compito. “Si tratta del settore in assoluto con maggiore tasso di evoluzione. Quindi lo sforzo sarà grandissimo. Fare una legge di sistema – ha detto ancora Masi – non è solo fotografare la multimedialità ma anche salvaguardare le specificità in questa omogenizzazione dei media. Insomma salvare l’editoria tradizionale nello sviluppo digitale”. L’obiettivo è arrivare “ad una definizione aperta del prodotto editoriale – ha spiegato Masi – con una norma aperta e intelligente che resista ai cambiamenti dirompenti. Così come la norma sul diritto d’autore, che è una legge del 1941, è fatta così bene che ha funzionato e funziona ancora”. Definizione così aperta “da comprendere dal prodotto cartaceo al web, con una visione d’insieme. Il passaggio e le trasformazioni infatti vanno agevolate non ostacolate, con un occhio anche ai piccoli editori”. Bisogna “spingere verso la convergenza che è alle porte, e fare una norma che non tenga conto di questo è un esercizio difficile”. Non si tenterà però di regolamentare internet: “una normativa per la rete è possibile solo nella cooperazione internazionale e non certo nazionale. Trovare una norma che tuteli il diritto d’autore sul web è il problema dei problemi. Ma mettere regole nazionali è velleitario”. Bonaiuti ha sottolineato che “il tema dei contributi è tra quelli fondamentali da affrontare”. “E’ una questione, quella dei contributi – ha aggiunto -, che riguarda la Presidenza del Consiglio ma che andrà sottoposta soprattutto al Parlamento. Sotto certi aspetti vanno mantenuti ma bisogna tirare una sorta di linea immaginaria per capire quale settore deve averli, a quale mission deve rispondere chi li ha. Sempre poi nelle ristrettezze finanziarie di questo momento, ma anche alla luce delle difficoltà per le imprese editoriali”. Oltre a quella dei contributi per i giornali di partito, questione da affrontare sarà anche quella “dei contributi diretti e dei contributi indiretti. I primi andranno ridotti – ha spiegato Bonaiuti -, si punterà al credito agevolato, al credito d’imposta, alle agevolazioni tariffarie”. Attenzione anche alle agevolazioni postali e alla questione della rete di vendita con “l’informatizzazione delle edicole”. “Noi proporremo di fare questa legge che in due legislature, anzi in una legislatura completa e una ridotta, non è riuscita. Ma il Parlamento è sovrano e agiremo nel rispetto delle sue prerogative. La volta scorsa comunque eravamo arrivati ad un atteggiamento bipartisan”, ha spiegato Bonaiuti. (ANSA).

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EDITORIA: BONAIUTI, È IL MOMENTO DI LEGGE DI SISTEMA, APERTI A DIALOGO. Contributi mantenuti ma dovremo fare una linea di confine.

Roma, 29 maggio 2008. Bonaiuti, parlando nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi alla quale hanno partecipato anche Masi e Peluffo, si dice convinto che «nel futuro dell’editoria i giornali resteranno e sono molto importanti, ma – osserva – occorre una riorganizzazione del media in funzione della multimedialità». Il sottosegretario, che è anche portavoce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rivela di voler tutelare l’editoria, quella piccola soprattutto, e spiega che il legislatore impegnato in questo settore è costretto a «navigare» tra «la Scilla della tutela e la Cariddi del mercato». Questo perchè, chiarisce, «dobbiamo tenere conto in questo settore di una duplice esigenza: da un lato il prodotto editoriale è un bene economico e come tale sottoposto alle leggi di mercato, dall’altro è anche evidente che è un mezzo che diffonde idee e cultura e sotto questo aspetto deve essere preservato e protetto». Quanto ai meccanismi di tutela, Bonaiuti rileva, pur nel rispetto delle prerogative del Parlamento «sovrano», come i contributi «possano e debbano essere mantenuti». Ma subito puntualizza: «Noi dobbiamo vedere dove si potrà, e si dovrà, tirare una sorta di linea immaginaria su quale è il settore protetto, quali dimensioni deve avere questo settore e a quale missione deve rispondere». Bonaiuti non sottovaluta, peraltro, «il momento difficile delle imprese editoriali», derivante anche dal calo pubblicità e dell’arrivo «dirompente di internet su tutti i mercati». La legge preannunciata dal sottosegretario si occuperà anche di distribuzione. «L’importanza delle rete delle edicole – chiarisce – non verrà disconosciuta, ma anche qui ci vorrà l’introduzione dell’informatizzazione». Palazzo Chigi conferma infine, seppur con gli «opportuni avvicendamenti», l’Unità strategica per la comunicazione di Governo messa in piedi dall’Esecutivo Prodi. (RADIOCOR)

EDITORIA: BONAIUTI, CONTRIBUTI UNO DEI TEMI DA AFFRONTARE.

Roma, 29 maggio 2008. «Il tema dei contributi è tra quelli fondamentali da affrontare»: lo dice il sottosegretario con delega all’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri Paolo Bonaiuti, parlando della nuova riforma di settore. «È una questione quella dei contributi – aggiunge – che riguarda la Presidenza del Consiglio ma che andrà sottoposta soprattutto al Parlamento. Sotto certi aspetti vanno mantenuti ma bisogna tirare una sorta di linea immaginaria per capire quale settore deve averli, a quale mission deve rispondere chi li ha. Sempre poi nelle ristrettezze finanziarie di questo momento, ma anche alla luce delle difficoltà per le imprese editoriali». Oltre a quella dei contributi per i giornali di partito, questione da affrontare sarà anche quella «dei contributi diretti e dei contributi indiretti. I primi andranno ridotti – ha spiegato Bonaiuti -, si punterà al credito agevolato, al credito d’imposta, alle agevolazioni tariffarie». Attenzione anche alle agevolazioni postali e alla questione della rete di vendita con «l’informatizzazione delle edicole». «Noi proporremo di fare questa legge che in due legislature, anzi in una legislatura completa e una ridotta, non è riuscita. Ma il Parlamento è sovrano e agiremo nel rispetto delle sue prerogative. La volta scorsa comunque eravamo arrivati ad un atteggiamento bipartisan», ha spiegato Bonaiuti. (ANSA).

EDITORIA: MASI,TUTELARE SPECIFICITÀ IN OMOGENIZZAZIONE MEDIA.

Roma,29 maggio 2008. «Si tratta del settore in assoluto con maggiore tasso di evoluzione. Quindi lo sforzo sarà grandissimo. Fare una legge di sistema non è solo fotografare la multimedialità ma anche salvaguardare le specificità in questa omogenizzazione dei media. Insomma salvare l’editoria tradizionale nello sviluppo digitale». È l’obiettivo della nuova legge di riforma del settore editoriale a cui lavora il nuovo capo del Dipartimento per l’editoria di Palazzo Chigi, Mauro Masi, forte della grande esperienza nel campo. «Ma avrà a disposizione anche l’enorme lavoro – ha detto Piero Peluffo, capo Dipartimento uscente – fatto in questi due anni di grande impegno e solo in parte utilizzato». «Noi dobbiamo arrivare ad una definizione aperta del prodotto editoriale – ha spiegato ancora Masi – con una norma aperta e intelligente che resista ai cambiamenti dirompenti. Così come la norma sul diritto d’autore, che è una legge del 1941, è fatta così bene che ha funzionato e funziona ancora». Definizione così aperta «da comprendere dal prodotto cartaceo al web, con una visione d’insieme. Il passaggio e le trasformazioni infatti vanno agevolate non ostacolate, con un occhio anche ai piccoli editori». Insomma bisogna «spingere verso la convergenza che è alle porte, e fare una norma che non tenga conto di questo è un esercizio difficile». Non si tenterà però di normare internet: «una normativa per la rete è possibile solo nella cooperazione internazionale e non certo nazionale. Trovare una norma che tuteli il diritto d’autore sul web è il problema dei problemi. Ma mettere regole nazionali è velleitario». Il lavoro per la riforma «inizia subito anche per aver presente le disponibilità finanziarie che avremo, per avere idea delle compatibilità di bilancio in vista della finanziaria di fine anno». (ANSA).

EDITORIA: BONAIUTI, SARÀ LEGGE PER SETTORE IN EVOLUZIONE.

Roma, 29 maggio 2008. Una legge che cerca di fotografare il mondo dell’editoria in un momento di epocale trasformazione e che «tenga conto del sistema nella multimedialita». Lo dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria Paolo Bonaiuti, che oggi a Palazzo Chigi ha illustrato il progetto di una nuova legge per il settore editoriale, insieme al nuovo capo del Dipartimento per l’editoria Mauro Masi e a quello uscente Piero Peluffo, che però rimane con nuovo incarico. «La linea rimane quella del confronto e del colloquio con le forze politiche – ha spiegato ancora Bonaiuti – ma anche con imprenditori e sindacati. La cosa si può fare in fretta, senza problemi». Infatti per il sottosegretario «per un tema molto tecnico e di grande rilevanza, come quello dell’editoria, tutto è maturo perchè si faccia finalmente una legge di sistema nell’ottica moderna della multimedialità. Come governo – aggiunge – faremo un grande sforzo in un momento come quello attuale che è di passaggio e nel quale si è parlato anche di scomparsa dei giornali, cosa alla quale io non credo. Anzi sono convinto che i giornali resteranno e sono molto importanti». La legge sarà «per riorganizzare i media, tutelare gli editori e in particolare i più piccoli». L’esigenza, per Bonaiuti, «è duplice, perchè i giornali sono un bene economico sottoposto a legge di mercato», ma anche «veicolo di idee e di cultura e sotto questo aspetto va preservato e protetto». Lo «strumento fondamentale per la realizzazione di questa legge »sarà il Dipartimento della presidenza del consiglio per l’editoria – spiega Bonaiuti – per questo abbiamo chiesto a Mauro Masi, che conosce leggi e norme, aziende e vincoli burocratici di tornare ad occuparsene in prima persona”. (ANSA).

EDITORIA: BONAIUTI, SÌ A RIORGANIZZAZIONE DEI MEDIA FONDAMENTALE TEMA CONTRIBUTI.

Roma, 29 maggio 2008. Il futuro dell’editoria passa per la multimedialità: è la convinzione di fondo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con la delega per il settore, Paolo Bonaiuti, che oggi ha annunciato come il governo sia pronto a fare uno sforzo e a cercare anche un dialogo bipartisan per arrivare all’approvazione della legge di riforma dell’editoria. «I giornali tradizionali -ha detto il sottosegretario riferendosi alla ‘profezià di una loro imminente sparizione a causa del diffondersi di internet- resteranno, ne sono convinto, e sono molto importanti, ma occorre una riorganizzazione dei media». Nel precisare il proposito di tutela «anche e soprattutto della piccola editoria», vista la valenza non solo economica ma anche culturale e di veicolo di diffusione delle idee dei mass media, Bonaiuti ha definito «fondamentale il tema dei contributi» alle aziende editoriali. «Penso -ha detto- che debbano essere mantenuti, ma bisogna vedere dove si potrà e dove si dovrà tirare una sorta di linea immaginaria per capire chi deve averli, a quale ‘mission’ deve rispondere chi li ha». Questo, ha aggiunto, «soprattutto alla luce delle ristrettezze economico-finanziarie di questo momento e visto anche il momento di difficoltà che stanno vivendo le imprese editoriali». Sempre a proposito dei contributi, Bonaiuti ha detto che si cercherà di «ridurre sempre più il peso di quelli diretti a favore di quelli indiretti», inserendo tra questi il credito agevolato, il credito di imposta e l’ipotesi di tariffe postali agevolate, tema, questo, da vedere ancora una volta alla luce delle difficoltà economiche attuali. In generale, ha spiegato ancora Bonaiuti, quello dei contributi «è un problema che riguarda sì il governo, ma sono convinto che riguardi soprattutto il Parlamento». Da affrontare, nella nuova normativa, anche il tema della diffusione: «L’importanza delle edicole -ha detto il sottosegretario con delega per l’Editoria- non va misconosciuta, ma ci vorrà una informatizzazione» degli stessi punti vendita. Bonaiuti si è mostrato fiducioso sulla possibilità che la legge di settore, ad un passo dall’approvazione nella legislatura dove lo stesso Bonaiuti aveva firmato il ddl di riforma, affrontata dal governo Prodi nella precedente legislatura, possa essere finalemente varata. «Conto sul dialogo bipartisan e sul continuo colloquio anche con gli imprenditori, i sindacati e tutte le forze che hanno voce in capitolo in questo settore: si può fare abbastanza in fretta, visto che gli incontri ci sono sempre stati» con questi referenti. Nell’ottica del lavoro già svolto, ha ribadito Bonaiuti, «allargare il discorso alla multimedialità non credo costituisca un gigantesco lavoro in più». (Adnkronos)

FNSI: “DA BONAIUTI SEGNALE IMPORTANTE, AVVIARE CONFRONTO. IN DPEF INDIRIZZI CHIARI SU WELFARE E AMMORTIZZATORI SOCIALI”.

Roma, 29 maggio 2008. Una riforma della legge sull’editoria entro l’anno è «un segnale importante». Lo dichiarano in una nota il Segretario generale e il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi e Roberto Natale a proposito di quanto annunciato oggi dal Governo, attraverso il Sottosegretario Bonaiuti. Un segnale «davvero importante – rimarcano – se si procederà con questi tempi, se si svilupperà da subito il confronto con le parti sociali e se ci sarà la piena volontà di perseguire in Parlamento un progetto di riforma condiviso. Per i giornalisti sarà ancora più importante, e più urgente – osservano – che nel progetto di Dpef, che dovrà essere presentato entro giugno, ci siano indirizzi chiari per la riforma del Welfare e degli ammortizzatori sociali. Si tratta di una precondizione per sostenere l’innovazione e la trasformazione nell’industria dei media sempre più multimediale e per assicurare interventi pubblici di socialità, a sostegno dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori compresi i giornalisti, come chiede non solo il sindacato di categoria ma anche la Fieg».
«L’editoria – sottolineano Siddi e Natale – ha bisogno di una legge avanzata e moderna che promuova sviluppo e pluralismo dando il dovuto rilievo agli investimenti in risorse professionali qualificate, le uniche che garantiscano qualità all’informazione. Anche il riordino dei finanziamenti è necessario ma sarà valutato dalla Fnsi alla luce di questi parametri e dell’indispensabile disboscamento delle operazioni editoriali fatte da imprenditori-pirata». Allo stesso modo sarà importante, considerando l’evoluzione della discussione già fatta sul primo disegno di legge Bonaiuti e sul successivo disegno Levi, «definire nel confronto con le parti un immediato e proficuo dialogo sociale». Il Sottosegretario Bonaiuti, ricordano a tal proposito Siddi e Natale, «si è già impegnato a incontrare a breve la Fnsi. In quell’ occasione saranno anche rappresentati altri spinosi problemi per il lavoro dei giornalisti quali quelli del lavoro autonomo, ancora in attesa dei provvedimenti definitivi per rendere efficace l’accordo con il Governo del settembre scorso, e dei meccanismi dell’ordinamento professionale. Gli sarà, infine, ricordato che non servono leggi bavaglio. Qualsiasi nuova regola sulle intercettazioni, infatti, non dovrà fiaccare la libera informazione con impedimenti al diritto di cronaca tutelato anche dalle convenzioni internazionali». Oggi intanto la Fnsi coglie l’occasione per rinnovare gli auguri al Professor Mauro Masi, «nuovo e già apprezzato Direttore del Dipartimento Editoria presso la Presidenza del Consiglio, e per ringraziare il predecessore Paolo Peluffo nella certezza di continuare ad avere proficui rapporti nella sua nuova funzione di Consigliere per la Comunicazione Istituzionale». (Adnkronos)

EDITORIA: USPI, SODDISFAZIONE PER ANNUNCIO SU RIFORMA

Roma, 30 maggio 2008. “Abbiamo preso atto con soddisfazione di due fatti importanti: la nomina a Capo Dipartimento Editoria del Prof. Mauro Masi, che rappresenta una garanzia di competenza e correttezza per tutto il settore editoriale, e il proposito del Governo di varare un disegno di legge sull’editoria, destinato a sostenere un settore in continua trasformazione, espresso dal Sottosegretario Bonaiuti”. Lo dice il segretario generale dell’Unione stampa periodica italiana, Francesco Saverio Vetere. “L’Uspi intende fare pienamente la sua parte, sollecitando l’approvazione di norme che consentano ai piccoli e medi editori – continua Vetere – di mettere a disposizione del paese il loro immenso patrimonio di cultura e libera informazione. Siamo particolarmente lieti della considerazione verso il nostro comparto espressa a più riprese dal Sottosegretario Bonaiuti e dal Capo Dipartimento Masi, alla cui opera assicuriamo il nostro pieno appoggio”. (ANSA).

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