Editoria: USPI, preoccupazione per il DDL editoria

Venerdì 3 agosto dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri il DDL di riforma dell’editoria lungamente annunciato dal Sottosegretario Ricardo Levi


comunicato stampa USPI

In queste settimane è circolata una bozza oggetto di commenti più o meno favorevoli da parte delle associazioni di categoria.
L’Avvocato Francesco Saverio Vetere, Segretario Generale dell’USPI, associazione che rappresenta 2.300 editori che producono 3.500 testate, rileva alcune criticità nel contesto di un provvedimento da considerare positivo per la dichiarata intenzione di tutelare il pluralismo.
Le criticità riguardano le modifiche al sistema delle agevolazioni postali che introducono, per le imprese commerciali un credito d’imposta a copertura del 60% dei costi di spedizione, al posto dell’abrogato rimborso a Poste Italiane.
Il nuovo sistema solleva una serie di perplessità relative alla sua applicabilità in concreto, molto complessa e macchinosa.
Problemi anche sulla copertura finanziaria del nuovo sistema. Lo stanziamento di 160 milioni di euro sarebbe largamente insufficiente.
Il rischio concreto è quello di penalizzare gravemente in particolare i piccoli e medi editori, in contrasto con lo scopo dichiarato dal Governo di tutelare e promuovere il pluralismo.
Un’altra criticità riguarda l’eccessivo ricorso alla delega a futuri decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che lascia ampi margini di incertezza sulle modalità di applicazione del nuovo sistema di rimborso.
L’eccessiva discrezionalità preoccupa non poco gli editori.
Sul punto della delega al Governo per l’emanazione del testo unico delle leggi sull’editoria, l’USPI rileva che anche in questo caso la legge attribuisce al Governo una possibilità illimitata di intervenire sul settore senza quasi alcun controllo da parte del Parlamento.
Si tratta di una bozza provvisoria e quindi esiste la concreta possibilità di intervenire su queste criticità prima del varo del disegno di legge.

printfriendly pdf button - Editoria: USPI, preoccupazione per il DDL editoria