Home Radio e TV Frequenze digitale terrestre: verso una possibile intesa

Frequenze digitale terrestre: verso una possibile intesa

A Roma, al seminario della Fondazione Bordoni, emergono segnali incoraggianti per il futuro della tv digitale in Italia


Dobbiamo lavorare sulla questione del digitale per trovare soluzioni utili per le aziende ed il Paese. Siamo sulla buona strada, anche se ci sono dei problemi aperti ”. Con queste parole, si è espressa Gina Neri, membro del Cda Mediaset, a Roma, in occasione del seminario della Fondazione Bordoni, sul tema “Frequenze: la nuova competizione”. L’esponente del Biscione ha, poi, proseguito affermando che “è necessaria un’attività di gestione e coordinamento a livello continentale”, ricordando che “siamo il paese che ha il lusso di 600 tv locali. Bisogna decidere se si vuole privilegiare un ragionamento pluralistico o un ragionamento commerciale”. Alla giornata di studi, cui hanno partecipato, tra gli altri, anche François Rancy dell’Agenzie nationale des frequences, Piero De Chiara di DGTVi (Associazione Per la televisione digitale terrestre in Italia), ed Enrico Manca dell’Isimm (Istituto per lo Studio dell’Innovazione nei Media e per la Multimedialità), è emersa una valutazione molto positiva circa i risultati della sperimentazione, in tecnica numerica, avviata in una regione particolarmente difficile dal punto di vista orografico come la Sardegna. Nicola D’Angelo, consigliere dell’Agcom, ha rilevato ottimisticamente come dall’isola giungano “segnali positivi dagli operatori per definire le modalità del passaggio definitivo al digitale”. Tale evento è atteso per il 1° marzo, con la firma del protocollo d’intesa tra Agcom, Ministero delle Comunicazioni e le varie tv. E si prevede che ben 29 frequenze, prive di qualsiasi interferenza proveniente da Paesi confinanti, ed altre 10 dotate di una più limitata forza di copertura, siano ripartite tra emittenti nazionali e locali. Parlando circa la prossima firma di tale documento, la Neri ha poi aggiunto: “Se tutte le parti mantengono fede agli impegni, ci sono le basi per un accordo. Il Protocollo realizza un mix virtuoso tra il riconoscimento degli investimenti fatti e l’apertura del settore: credo che tutti gli operatori, grandi e piccoli, possano trovarsi in un’ipotesi di questo tipo, anche se c’è confusione tra proprietà e diritto d’uso delle frequenze e dei contenuti che ci si mettono”. Sul fronte pubblico, inoltre, Francesco De Domenico, di Rai Way, ha affermato che “la Rai prevede di avviare le trasmissioni in alta definizione entro il prossimo anno”, mentre Marcello Fiori, esponente del Ministero delle Comunicazioni, ha ricordato come “il mercato delle tlc, nell’Europa Occidentale è di 330 miliardi di euro, e di questi l’Italia vale 44 miliardi, pari al 13,5 %. Un mercato che peraltro si fonda molto sulla telefonia mobile. C’è una predisposizione del sistema informativo per la gestione dello spettro tv”. (Paolo Masneri per NL)

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