FRT: dopo la Regione Piemonte anche il Parlamento contro le emittenti locali

Una brutta sorpresa nel contratto di servizio


comunicato FRT Federazione Radio Televisioni

Sempre peggio per le emittenti locali della FRT che non vogliono le televisioni pubbliche dei governatori finanziate dai soldi dei contribuenti. Dopo la preoccupante iniziativa legislativa del Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, di cui “FRT Radio & Tv Notizie” ha dato notizia negli ultimi numeri, una ulteriore spinta alla stipula dei contratti di servizio regionali previsti dalla legge Gasparri, viene ora dal Parlamento nazionale e più in particolare dalla Commissione di vigilanza sulla Rai. Nel parere del relatore, On. Marco Beltrandi (Rosa nel Pugno) sul contratto di Servizio Stato/Rai, approvato all’unanimità il 14 febbraio, è stato inserito un punto finale dal titolo “Valorizzazione regioni” in cui si impegna la Rai a favorire, entro sei mesi, la stipula dei contratti di servizio regionali, nonché a valorizzare nella programmazione la specificità delle singole regioni, predisponendo, sempre entro sei mesi, un progetto in tal senso. E a nulla sono valsi i tentativi della FRT che, conosciuti i contenuti del parere, aveva scritto a tutti i componenti della Commissione chiedendo l’eliminazione del punto sopracitato. Contratti di servizio regionali peraltro inutili (e che la FRT chiederà di abolire in via legislativa) poiché la legge prevede obblighi di servizio regionali di carattere generale, gestibili a livello centrale da parte della concessionaria pubblica, mentre non vengono ipotizzate estensioni o specificità che riguardano la programmazione sul territorio o gli orari di diffusione nell’ambito del palinsesto, tenendo peraltro conto che le sedi regionali della Rai non hanno autonomia negoziale. Un segnale comunque molto preoccupante di una volontà che sembra condivisa di dare spazio alle tv pubbliche delle regioni, mettendo a repentaglio il ruolo di servizio informativo al pubblico che da sempre svolgono efficacemente gli operatori privati locali sul territorio. La palla passa ora al Governo, e più in particolare al Ministro delle comunicazioni, On. Paolo Gentiloni, cui la FRT chiede di non recepire l’indicazione della Commissione di vigilanza nel contratto di servizio nazionale contenuta nel parere, peraltro non vincolante.

L’incontro Bresso/FRT

Tornando al Piemonte, ove la forte reazione delle emittenti FRT ha fatto scalpore, il presidente della Regione, Mercedes Bresso, ha incontrato le tv locali della Federazione. Al di là delle posizioni, che restano distanti, sulla destinazione alla Regione Piemonte di una quota del canone Rai per farsi una propria televisione, si sono comunque create le condizioni per affrontare i diversi contenuti del disegno di legge della Giunta in un tavolo tecnico di discussione tra istituzione regionale e operatori della comunicazione, anche con riferimento alla copertura del segnale Rai e delle tv locali in aree del territorio tecnicamente disagiate.

La conferenza delle Regioni

A completare il quadro, la definizione di una proposta della Conferenza delle regioni “per garantire il servizio regionale”, di cui non si conoscono ancora i contenuti, preannunciata dal suo Presidente, Vasco Errani (anche Presidente dell’Emilia Romagna) secondo cui “il servizio regionale è elemento fondamentale della missione pubblica della RAI”, sottolineando inoltre la necessità di trovare forme di controllo e di verifica.

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