Gerry Scotti: esiste o no un garante delle telecomunicazioni?

“Esiste o no un garante delle telecomunicazioni? se si’, allora ci convochi per categoria coinvolte e ci ascolti. Diamoci una regolata sugli orari delle serate, anzi il garante deve vigilare sul rispetto dell’orario della prima serata televisiva”


(ADUC.it) – “Metta lui l’obbligo di iniziare alle 21 e chiudere alle 23”. L’appello viene da Gerry Scotti, alla vigilia dell’ottava conduzione del programma “La Corrida – dilettanti allo sbaraglio” che riparte domani sera su Canale 5 alle 21,20, con il Maestro Vince Tempera e Michela Coppa, a cura di Marina Donato, produzione RTI-Corima, regia Giuseppe Sciacca. L’appello di Scotti arriva in conferenza stampa, con accanto a lui il direttore di Canale 5 Massimo Donelli, e parte dal fatto che ormai dei programmi si sa di sicuro l’orario di inizio ma non certo quello di chiusura, con evidenti riflessi poi sulle rilevazioni Auditel, “ovvero si riflette sugli investitori pubblicitari”. Il noto conduttore sottolinea come in un programma in diretta “piu’ che che spaventarmi la concorrenza, preoccupa l’improvvisa necessita’ di allungare sino a tarda ora. Noi ad esempio non vorremmo ‘allungare’ ma poi quando l’indomani leggi che il tal programma fatto un piu’ 8 per cento di share dopo la mezzanotte, e quello finisce per far testo, allora non ci stai a perdere, e allunghi…. Diamoci quindi davvero una regolata, anche perche’ cosi’ facendo chi ci rimette sono gli investitori, ai quali non viene dato un quadro certo”. A giudizio di Scotti, l’intervento del garante delle telecomunicazioni servirebbe anche a far si’ che davvero ci sia una seconda serata televisiva dedicata all’approfondimento, alla cultura, a qualcosa di diverso dal varieta’, senza dover aspettare la mezzanotte e anche piu'”. Presa questa decisione, “allora si’ che ci staremo a confrontarci sui dati, non ci sara’ piu’ un pupazzo dietro cui nascondersi”, e con lui d’accordo anche Donelli. “Se c’e’ la regola, la rispettano tutti”, ha detto ancora Scotti, aggiungendo che “E’ evidente pero’ che se poi intervengono tutti i potentati, e sappiamo dove sono, allora non se ne fa nulla”. E di conseguenza “la via per la sperimentazione diventa ogni anno piu’ faticosa”.

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