Giornalismo. Scomparso Bruno Ambrosi, un pezzo di storia della televisione pubblica

È morto stanotte nella sua casa Bruno Ambrosi, giornalista con una lunga carriera alla Rai e poi consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e presidente dell’Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino.

Nato a Pontremoli nel 1930, Ambrosi è stato anche consigliere regionale della Lombardia per una legislatura. Ambrosi è stato uno dei pionieri del giornalismo televisivo in Italia. Poco più che ventenne aveva fatto parte, negli anni ’50, di una pattuglia di giovani che, a Milano, prima sperimentarono il linguaggio – inedito per quei tempi – dell’informazione per immagini – e poi lo avevano applicato con creatività al telegiornale. Al primo posto il mestiere di giornalista, ma grandi passioni civili (la politica e il sindacato). Ambrosi è stato consigliere regionale della Lombardia, eletto come indipendente nelle liste del PCI, dal 1985 al 1990. In campo sindacale figura di riferimento della corrente di Nuova Informazione. Inviato, seguì grandi avvenimenti come il Vajont, la morte di Mattei, il disastro di Seveso. E’ stato anche conduttore della rubrica RAI AZ, un fatto come e perché, trasmissione di punta del giornalismo tv. Nel 1972 vinse il Premiolino. Negli ultimi anni in RAI gestì l’edizione del TG3 in onda da Milano. Consigliere dell’Ordine dei giornalisti, prima lombardo e poi nazionale, si è dedicato a lungo alla formazione dei giovani, dirigendo per parecchi anni l’Istituto di Formazione al Giornalismo “Carlo De Martino”. (fonti: ansa.it e alg.it)
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