Gli operatori italiani si esprimono sul DAB

Una volta tanto si registra un certo ottimismo sull’evoluzione DAB; in particolare per il DAB+ sembra esserci un accordo complessivo sull’efficacia del sistema


da Radio Passioni

Non ho nulla da aggiungere al messaggio che mi è appena arrivato da Antonio Tamiozzo e gli cedo colentieri la parola. Non so se il futuro sarà, come dice Antonio, meno nebuloso, ma è indubbio che i percorsi alternativi all’uso di porzioni di spettro diverse sono in questo momento meno praticabili. IBOC perché del tutto irrealistico, FMeXtra perché veramente troppo di nicchia, non sufficientemente standardizzato e anche lui deludente sul piano più critico di tutti: la presenza di ricevitori sul mercato. Ci sarebbe anche la terza alternativa “in band”, il DRM+ ma anche considerando le promesse di una occupazione di banda molto più contenuta rispetto al sistema Ibiquity, mi sembra di poter dire che ai difetti delle prime due proposte il DRM+ unisce il vistoso peccato originale di una totale mancanza di sperimentazione dovuta alla non finalizzazione della specifica. Il DRM+ rischia seriamente di diventare un sistema sperimentale quando in Europa e in Italia ci saranno già gli operatori WiMax.

«Mi sembra di intuire che i soggetti attivi nel mondo radiofonico ammettono che un sistema di digitalizzazione della banda II (FM) ad oggi è realisticamente improponibile nel panorama italiano; IBOC in particolare è stata (fortunatamente) dichiarata come impraticabile; mi spiace non avere sentito nessun parere su FmeXtra anche se penso questo sia dovuto al fatto che FmeXtra non è standardizzata a livello europeo.
Ho trovato invece un certo ottimismo sull’evoluzione DAB; in particolare per il DAB+ sembra esserci un accordo complessivo sull’efficacia del sistema; mancano i ricevitori, vero, ma dobbiamo ammettere come a livello mondiale l’Italia sia uno dei primi paesi a testare il sistema e a questo proposito possiamo dire che il fallimento del DAB “versione I” (audio con codifica MPEG-2/Musicam) faciliterà la transizione verso la codifica molto più efficiente AAC+; in ultima ti segnalo che sul rinnovato sito del CLUB DAB ITALIA è apparso questo documento (che allego qui sotto) che fa emergere una nuova volontà dei “big broadcaster” sull’evoluzione verso un futuro forse meno nebuloso.»

DOCUMENTO CONGIUNTO CLUB DAB ITALIA, CR DAB, EURODAB E RAIWAY SU CODIFICA AUDIO E SERVIZI DMB.

Il sistema DAB e le sue evoluzioni sono pienamente descritti nei tre standard ETSI EN 300 401, TS 102 428 e TS 102 563.

I suddetti tre standard consentono, una volta implementati in una piattaforma trasmissiva di codifica e multiplazione e su terminali riceventi, di trasmettere e ricevere indifferentemente in un multiplex DAB le seguenti diverse tipologie di servizio, con l’unico vincolo di dover rispettare il bit-rate massimo del multiplex DAB:

1. Servizi DAB – Programmi radiofonici con codifica MPEG-2/Musicam, con eventuale aggiunta di dati;

2. Servizi DMB – Programmi video con codifica H264, audio associato codificato in AAC+ e eventuali applicazioni interattive (BIFS);

3. Servizi DAB+ – Programmi radiofonici, e relativi dati, con codifica AAC+

Sono già disponibili i primi encoder in grado di implementare nella piattaforma trasmissiva lo standard DAB+, mentre sono previsti nel mese di settembre 2007 i primi ricevitori a standard DAB+, in grado di ricevere contemporaneamente DAB, DMB e DAB+.

Durante gli ultimi due anni sono emerse una serie di critiche al sistema DAB/Eureka 147, soprattutto per quello che riguardava la sua inefficienza in confronto con le nuove tecnologie di codifica audio, ad esempio quelle adottate dai lettori mp3 e dallo standard DVB-H. Per affrontare queste critiche ed offrire agli operatori un sistema per la trasmissione di programmi audio ai massimi livelli di qualità di ricezione e di suono, lo Steering Board del World DAB Forum ha richiesto al proprio comitato tecnico di studiare possibili opzioni per implementare schemi di codifica più efficienti all’interno del sistema Eureka 147 esistente. La proposta del comitato tecnico, che contemplava il codec HeAACv2 (High Efficiency Advanced Audio Coding), é stata adottata nell’autunno del 2006 dallo Steering Board e dall’Assemblea Generale e poi presentato all’ETSI. Ad Aprile 2007 il sistema, noto ora come DAB+, è stato standardizzato (ETSI TS 102 563). Il DAB+ consente la trasmissione di servizi audio con una efficienza di due – tre volte maggiore di quella dello standard DAB classico. Questo significa che il numero dei programmi audio trasmessi in un singolo multiplex può essere almeno raddoppiato, mantenendo la qualità audio allo stesso livello, se non incrementandola.

Considerazioni:

La fase sperimentale per il sistema DAB in Italia è stata molto lunga, ma in questo contesto consente agli operatori interessati di sfruttare al massimo le nuove codifiche audio senza dovere tenere conto di una base di ricevitori installati e pertanto offre la possibilità di selezionare il sistema o i sistemi di trasmissione più moderni.

Emerge però urgente la scelta di un approccio comune di tutti i soggetti interessati per dare chiare e precise indicazioni al regolatore (MINCOM e AGCOM) ed ai produttori di ricevitori e di sistemi di codifica. La radio è un medium gratuito e i ricevitori analogici sono disponibili ad un costo molto ridotto. Se il lancio della radio digitale vuole essere un successo è fondamentale rendere disponibili da subito ricevitori digital ad un costo comparabile a quello dei ricevitori analogici e che siano in grado di ricevere un‘ampia offerta di programmi.

Il sistema DAB+, grazie alla sua maggiore efficienza di compressione rispetto ai sistemi DMB e VR (Visual Radio) appare come la scelta ideale per la trasmissione radiofonica. Caratteristiche salienti sono un rapido cambio di canale e la compatibilità con i servizi dati già adottati dal DAB classico (X-PAD, DLS) e una struttura del flusso dati snella. Il DAB+ permette inoltre la trasmissione di audio multicanale (surround).

I sistemi DMB e VR si basano sullo standard DMB e pertanto si tratta di una tecnologia ottimizzata per la trasmissione di programmi video e non audio. Inoltre il sistema DMB prevede la codifica del segnale audio e video compresso all’interno di uno stream MPEG2-TS che viene usato per la multiplazione.

Benché al momento non siano ancora disponibili ricevitori DAB+ la loro introduzione sul mercato è prevista nella seconda metà del 2007, in parallelo all’immissione sul mercato degli encoder. Ricevitori DMB “audio-only” non sono disponibili.

Va sottolineato che il sistema Eureka 147 DAB è estremamente flessibile e consente la trasmissione, all’interno dello stesso multiplex, di programmi e servizi con schemi di codifica diversi. Quindi è realizzabile senza problemi un multiplex con un certo numero di programmi in DAB, programmi in DAB+ e canali video in DMB e/o VR.

Riassumendo, gli operatori hanno la possibilità di scegliere il DAB, il DAB+ o il DMB VR per la trasmissione di servizi audio. Per i servizi video sono disponibili i sistemi DMB e DAB-IP (basato su una tecnologia proprietaria che usa Windows Media come formato di compressione).

Secondo gli attori del mercato la scelta del sistema di codifica dovrebbe essere lasciata all’operatore di rete/ fornitore di contenuti. Un broadcaster dovrebbe poter quindi decidere se trasmettere il proprio programma in DAB+ oppure in DMB VR. Ciò è importante anche per gli aspetti di neutralità tecnologica che la legislazione Europea ed Italiana prevede.

Riteniamo quindi che il regolatore (MINCOM, AGCOM, ecc) tenga presente questi concetti di flessibilità del sistema, esprimendo al limite una raccomandazione non vincolante che suggerisca l’uso della codifica DAB+ per servizi esclusivamente audio e di VR e DMB per i servizi misti audio-video.

Tutto ciò premesso riteniamo inoltre che l’apertura e l’evoluzione del DAB sia verso il DAB+ sia verso il DMB VR debba favorire l’introduzione sul mercato di ricevitori misti sempre “backwards compatible” .

Da un punto di vista tecnologico siamo certi che entro breve ricevitori misti DAB/DAB+/DMB potranno essere sviluppati e resi disponibili sul mercato. Se si realizzerà poi un’economia di scala i costi dei ricevitori potranno essere ridotti in breve tempo. Ricordiamo in questo contesto la necessità che i ricevitori siano compatibili con i sistemi Eureka 147 adottati negli altri paesi, mettendo a disposizione dei consumatori Italiani prodotti che potranno usare in tutta l’area Europea e in molti altri paesi del mondo.

Riteniamo pertanto che i ricevitori per la radio digitale immessi sul mercato Italiano debbano avere le seguenti caratteristiche minime, per tutelare consumatori ed operatori:

– ricezione dei servizi DAB (sistema adottato in molti paesi Europei)

– ricezione dei servizi DAB+ (sistema che sarà adottato nei mercati nuovi)

– ricezione dei servizi trasmessi sia in banda III che in banda L

– ricezione dei servizi analogici in FM

I ricevitori “premium”:

– ricezione dei servizi base elencati sopra

– ricezione dei servizi DMB e VR

Riteniamo altresì che la commercializzazione di apparati in grado di ricevere solo lo standard DAB MPEG2 debba essere impedita il prima possibile, questo anche a tutela dei consumatori.

Gli operatori esprimono in questo contesto la preoccupazione che il mercato Italiano venga invaso da prodotti non corrispondenti a queste caratteristiche minime e si adopereranno presso le autorità per vietare l’importazione di prodotti che non soddisfano i requisiti minimi di compatibilità.

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