“Il quinto stato”: l’irresistibile ascesa dei knowledge worker nelle aziende

Il motore delle aziende post-industriali è rappresentato da una numerosa categoria di soggetti, non più definibili come semplici lavoratori, ma piuttosto come operatori in grado di manipolare sofisticate conoscenze e produrne di nuove.

In tal modo questi operatori adeguano le potenzialità delle imprese alla necessità di competere in un mondo in continuo cambiamento. L’economia del secolo scorso ha lasciato il posto a beni e valori immateriali, come competenza e conoscenza, e creato una nuova classe sociale, a cui manca soltanto la consapevolezza di sé per diventare, dopo nobiltà, clero, borghesia e proletariato, il quinto stato, la forza sociale trainante del nuovo secolo. Ai knowledge worker, quali depositari delle conoscenze in grado di conferire valore a prodotti e servizi, si contrappongono però strutture organizzative, modelli mentali, sistemi di incentivazione e normative ormai arcaiche e inadeguate. Ma da chi è costituita questa classe sociale? E, soprattutto, come cambiano i centri di potere nelle aziende? La nuova filosofia dei knowledge worker è basata sul lavoro “per risultati attesi”, nonché terreno delle idea di indipendenza ed autonomia. Questo libro cerca di dare alcune risposte al cambiamento del modo di produrre, rilevando le contraddizioni e i paradossi che sorgono nelle aziende tra gli operatori della conoscenza e le persistenti regole che il mondo industriale ci ha lasciato in eredità. Il mondo della produzione è già cambiato, tuttavia permangono i modelli mentali, valori e comportamenti del mondo industriale, che si scontrano con l’applicazione di schemi organizzativi inefficienti alla luce di imprese ad alta intensità di conoscenza. Il libro, edito da Guerini e Associati edizioni (www.guerini.it), è in vendita ad € 26,00. (C.S. per NL)
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