In vista modifiche al codice del processo amministrativo. Intanto primi interventi per snellire gli atti

Si conta di superare alcune “criticità” dell’attuale codice del processo amministrativo in modo che il nuovo testo “più corretto e preciso” possa essere pronto dopo l’estate.

E’ quanto ha riferito ad “Italia Oggi” (edizione del 26/5) il Presidente del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, in occasione del convegno tenutosi lo scorso lunedì presso l’Accademia della Guardia di Finanzia di Bergamo ed intitolato “Il Nuovo processo amministrativo”. Se il codice attualmente in vigore (D.L.vo n. 104/2010) è stato definito da De Lise “una fondamentale conquista della nostra giurisdizione”, “un testo molto snello (solo 180 gli articoli complessivi)” che ha conferito “organicità e sistematicità ad una disciplina per certi versi lacunosa e frammentata”, il testo necessita comunque di alcune modifiche, in quanto “non si può dire sia perfetto”. Si tratta, ha precisato il Presidente del Consiglio di Stato, di modifiche “più formali che sostanziali”, che riguarderanno specialmente: la correzione del termine per l’azione di condanna e la contestuale domanda risarcitoria; l’individuazione di “una soluzione di mezzo per quanto concerne la competenza territoriale inderogabile” e la modifica del termine per il ricorso principale e di quello per il ricorso incidentale in materia di appalti (il primo passerà, infatti, da 30 a 60 giorni, ed il secondo termine verrà ridotto da 60 a 30 giorni). Intanto, in attuazione dell’art. 3 del codice del processo amministrativo che, al comma 2, impone al giudice e alle parti di redigere gli atti in maniera chiara e sintetica, è stato previsto che gli atti non dovranno superare le 20-25 pagine e lo stesso limite dovrà essere rispettato anche dal giudice. La novità è stata resa nota da De Lise che, in merito, ha annunciato l’invio di una circolare contenente, appunto, le misure volte ad assicurare snellezza agli atti. (D.A. per NL)
 
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