Intercettazioni, al Consiglio dei Ministri nessun decreto legge

Fnsi: “L’attiva mobilitazione della categoria ha impedito pesanti divieti e censure”. Gasparri: “Dal Cdm una pausa di riflessione”. Alfano: “Disegno di legge dopo l’estate”


FNSI.it

“Il Sindacato dei giornalisti italiani considera importante che il Consiglio dei Ministri di oggi non abbia approvato il decreto legge sulle intercettazioni così come era stato paventato nei giorni scorsi con pesanti divieti e censure sull’informazione.
Un atto dell’esecutivo che riconosce anche, e soprattutto, l’attiva mobilitazione della categoria dei giornalisti che attraverso una intesa stretta tra Ordine, Fnsi e Unione dei cronisti, ha saputo impedire, per l’immediato, che si giungesse ad una legislazione fortemente punitiva nei confronti dell’informazione. La categoria giornalistica è tutt’altro che insensibile ai temi della riservatezza della sfera privata dei cittadini ma nello stesso tempo ribadisce che le notizie di rilevante interesse pubblico debbano essere fatte conoscere alla pubblica opinione e non negate per legge. Ciò che preoccupa giornalisti ed editori, in una insolita alleanza, è che dietro il paravento del rispetto della privacy si nasconda un inaccettabile attacco al sistema dei media. Con il Governo ed il Parlamento la Fnsi esprime la sua piena disponibilità al dialogo e, a riprova di ciò, nei giorni scorsi è stato richiesto un incontro urgente con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini a cui seguiranno richieste analoghe alle più alte cariche dello Stato”.

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”Una pausa di riflessione su un tema che comunque dovrà essere affrontato e risolto”. Così il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato l’esito del Consiglio dei ministri di oggi, nel corso del quale non si è discusso di decreto intercettazioni.
”Resta l’emergenza – ha aggiunto Gasparri – di uno stillicidio di pubblicazioni che non hanno alcuna rilevanza penale e la necessità di trovare soluzioni che ci auguriamo siano concordate anche con l’opposizione soprattutto sulle sanzioni nei confronti di chi le pubblica. La mancata decisione di oggi del Cdm su questo argomento speriamo possa comportare da parte di tutti una valutazione più serena. Indagare è doveroso, la denigrazione e lo spreco di soldi dei cittadini con intercettazioni inutili deve cessare. Su questo – ha concluso il presidente dei senatori del Pdl – siamo aperti al confronto con una opposizione più seria e matura e ci auguriamo che il Pd la smetta di farsi dettare l’agenda politica da Di Pietro, a metà tra un politico di terza fila e Pappagone”. (ANSA)

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”Il disegno di legge sulle intercettazioni dovrebbe essere chiamato, piuttosto, norma a tutela della privacy. Auspico che questo disegno di legge possa essere approvato come primo provvedimento, dopo la pausa estiva”. Lo ha detto Angelo Alfano nel corso della conferenza stampa con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. (ANSA)

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