La musica ed la scelta dei brani per l’ascolto. L’evoluzione dei mezzi per l’ascolto: dal disco ad internet passando per la radio

L’evoluzione dei mezzi per l’ ascolto musicale si e’ di molto modificata nel corso del tempo. Forse l’inzio dell’ascolto da parte dei fruitori si potrebbe fare risalire ai canti dei menestrelli come pure a quelli dei cori religiosi.

In quella fase il fruitore era attento al canto dell ‘artista, ma non aveva alcuna scelta circo il tipo di musica da ascoltare, memorizzando poi quella nenia o quel motivo musicale nella propria mente per poi ricordarlo e magari canticchiandolo, ma con impossibile scelta di che ascoltare e inoltre limitata possibilita’ di riascolto se non mel momento del prossimo passaggio del cantante. Ugualmente con il canto ecclesiale, salvo la maggior possibilita’ di riascolto in occasione ad esempio delle Messe domenicali. Comunque non si paga nulla, salvo l’offerta all’ artista od alla Chiesa. Un grande passo avanti ed arriva la magia della radio. La vita accelera e il fruitore musicale, riceve una sempre maggiore quantita’ di musica; i motivi musicali si moltiplicano come pure i loro generi; nascono le trasmissioni dedicate, i festival, le ore di musica dedicate. Non si arriva pero’ alla possibilita’ di scelta dell’ ascolto da parte del fruitore che tuttavia inizia, quantomeno in una fase piu’ avanzata del proliferare delle emittenti, a scegliere la stazione radio nella quale identifica il tipo di musica che piu’ gli e’congegnale e dove ha maggior possibilita’ del riascolto dei brani preferiti eventualmente ripetuti con frequenza determinata, dai rulli di trasmissione. Si passa quindi da una fase in cui qualche cosa si puo’ scegliere (la tipologia di musica) , ma aderendo alle scelte del conduttore o del DJ che sceglie per la radio ed il successo della radio. Comunque si comincia a pagare, eventualmente, il canone per l’ ascolto o, in assenza di canone, si ricevono degli interessati consigli per l’acquisto. Con i dischi, i cd ed i Dvd musicali, la scelta diventa realta’ per il fruitore, che finalmente sceglie quale musica comprare. Certo, puo’ scegliere, ma sempre nell’ ambito delle scelte del buyer del punto vendita, che acquista in base al discorso della moda del momento e, per questioni di rigiro del magazzino dischi, tralascia di acquistare e quindi di mettere a disposizione dei fruitori i brani particolari e che "hanno poco mercato". Rispetto alla Radio si puo’ finalmente mirare al brano preferito e possederlo. La radio comunica la musica, il fruitore puo’ finalmente acquistare il brano per ripeterselo tutte le volte che ne ha necessita’ di ascolto.  Comunque si paga per l’ acquisto del disco/ CD/ DVD. Alla fine, per ora, arriva internet. Dopo una evoluzione lunga e contrastata, si arriva allo streaming: il fruitore puo’ – scegliere il sito musicale piu’ adeguato per le sue esigenze attraverso un computer ed ora attraverso una tipologia di innumerevoli devices per l’ascolto che porta con se’; – scegliere il brano che preferisce; – nella versione che meglio gli aggrada; – ascoltarlo piu’ volte e, – se lo desidera – con un download lo puo’ possedere ed ascoltarlo. Il tutto nel tempo quasi istantaneo, quando ha interiorizzato il corretto uso: – del device; – del tipo di abbonamento ad internet; – delle modalita’ di registrazione ad un sito; – della memorizzazione dello user e della password; – ed altre cose. Senza dimenticare che poi vanno assolti i diritti di autore;ma questa e’ un’altra storia. Quindi la scelta e’ ormai assoluta ed illimitata, ma ci sono altri vincoli da osservare. Comunque si paga per la connessione, per lo streaming/down-load e l’uso del device. La liberta’ quasi assoluta di scelta porta con se’ qualche inconveniente di diverse dimensioni a seconda dell’ eta’ del fruitore. (G.T. per NL)
 
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