L’attività di lobbying fa il suo ingresso in Parlamento. Anche in Italia arriva il professionista specializzato in public affairs

Il lobbying – chiamato impropriamente anche public affairs – è la tecnica attraverso cui gruppi di soggetti uniti da interessi comuni cercano di fare pressioni sull’attività politica, influenzando le decisioni delle pubbliche istituzioni.

In Italia sempre più professionisti si dedicano all’attività di rappresentanza di interessi dei loro clienti nei confronti del Parlamento. Di questo fenomeno se n’è recentemente occupato il quotidiano ItaliaOggi, attraverso un’intervista a cura della giornalista Chiara Albanese, nella quale si spiega che l’opera di monitoraggio legislativo è svolta, in particolare, da due soggetti: l’avvocato (o, più in generale, il giurista) specializzato in tale settore e le società di lobbying attraverso cui avviene il contatto con i politici e alla quale si possono rivolgere gli stessi avvocati per conto dei loro assistiti. Sia il professionista, sia la società specializzata compiono un lavoro di osservazione costante di leggi, seguendo il loro iter dallo stato progettuale fino alla definitiva approvazione. In particolare portano a conoscenza dei legislatori i pareri e gli interessi dei soggetti rappresentati e colpiti dalla futura normativa. Come ha, infatti, dichiarato l’Avv. Mina Maisto nell’intervista al quotidiano sopra citato, il ruolo del lobbista è quello di esporre in Parlamento, o presso le altre istituzioni, un punto di vista tecnico-giuridico e proprio degli operatori nel settore sottoposto a riforma. Definiti anche come gruppi di pressione, questi soggetti pongono in essere un’attività ritenuta da molti parti necessaria per una dialettica politica efficiente, dal momento che è volta a portare a conoscenza delle istituzioni i punti di vista dei diretti interessati della nuova legge. Benché nel nostro paese l’attività di monitoraggio legislativo non si sia ancora affermata pienamente, come già invece accade nei paesi anglosassoni, l’avv. Guido Scorza, un altro rappresentante della categoria, intervistato dal quotidiano economico, rileva che essa pesa circa il 10%-15% sul fatturato di uno studio professionale. Inoltre, tali incarichi rappresentano una fonte di guadagno indiretta (e comunque molto redditizia) poiché consentono di venire a contatto con una clientela di un certo rilievo. Allo stesso modo, Emanuele Calvario, responsabile dell’ufficio governance di Reti spa, una società di lobbying, osserva che il mercato dei servizi di public affairs sta diventando sempre più interessante per coloro che operano nel settore giuridico i quali, infatti, intravedono nuove opportunità di business grazie al crescente sviluppo che sta vivendo il settore della sensibilizzazione politica. (M.C. per NL)
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