Le tv locali si preparano ad essere immolate sull’altare dell’always online. Dopo i canali 61-69, previsto nel 2015 un nuovo prelievo

Lo sviluppo delle connessioni internet in mobilità passa dal sacrificio della televisione via etere. E nel dettaglio, stante l’orientamento del governo Berlusconi, di quella locale.

Già perché non solo i nove canali UHF (61/69) che a settembre saranno messi all’asta verranno prelevati dal già esiguo 1/3 delle risorse disponibili assentito (per legge) alle tv locali, ma essi saranno solo la prima riscossione, in quanto basteranno solo a soddisfare la richiesta di banda dei dispositivi mobili connessi al web fino al 2015, posto che, di qui ad allora, il traffico di dati con tecnologia wireless dovrebbe aumentare di circa 30 volte. Dopo, serviranno altre frequenze della medesima qualità (cioè quelle UHF televisive, che offrono la miglior copertura indoor al minor costo infrastrutturale). E quindi occorrerà un’altra asportazione di spettro elettromagnetico, alla quale – a quanto risulta a questo periodico – si starebbe già pensando. Ovviamente, nelle alte sfere degli organismi pubblici deputati alla gestione della problematica, si auspica che di qui ad allora qualche centinaio di operatori di rete locali siano posti nella condizione di mollare il colpo. E, a riguardo, c’è da dire che la soppressione delle provvidenze editoriale e la riduzione dei contributi alle tv locali, gli ingenti costi sostenuti (e ancora da sostenere) per la migrazione al digitale e la richiesta di capacità trasmissiva da parte dei nuovi soggetti inferiore alle previsioni certamente aiuterà la dipartita dei network provider minori. Se a ciò, poi, aggiungiamo il fatto che per garantire al maggior numero di soggetti di collocarsi in posizione utile nella graduatoria prevista dal D.L. 34/2011 verrà riutilizzato allo spasimo ogni ritaglio frequenziale con la deleteria tendenza al recupero della medesima risorsa radioelettrica su bacini parzialmente sovrapposti (con moltiplicazione conseguente dei fenomeni interferenziali e riduzione delle prestazioni tecniche delle reti locali), è chiaro che la vita delle tv areali diverrà sempre più grama. (M.L. per NL)
 
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