L’elefante infiamma Radio 24

La svolta a destra, o perlomeno in direzione di un’informazione un po’ più politically correct, che Gianfranco Fabi ha portato a Radio 24, ha mutato, anche se non radicalmente, le abitudini d’ascolto dei fruitori dell’emittente all news di Confindustria. È mutato, seppur di poco, il palinsesto e con esso anche la linea editoriale. Tutto si può dire, però, fuorché che l’ingresso nel team della radio più autorevole (in termini d’informazione) d’Italia, di un giornalista scomodo, seppur dichiaratamente politicamente schierato, come Giuliano Ferrara, non abbia infiammato i cuori ed i telefoni degli ascoltatori. Criticato, contestato, detestato ma fondamentalmente stimato da una buona parte degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica italiana, il neo acquisto col botto di Radio 24 sta confermando le attese che su di lui erano state riposte, sia da un punto di vista degli ascolti e degli interventi del pubblico (cresciuti di un terzo rispetto alla precedente trasmissione “Viva Voce”, condotta da Alessandro Milan, che ora, invece, apre il palinsesto mattutino dell’emittente), sia da un punto di vista del pepe che l’intraprendenza di Ferrara davanti ai microfoni dà alla trasmissione. Giuliano Ferrara è certamente uno dei capisaldi di questa lieve svolta a destra della redazione di Radio 24, voluta dal neo direttore Fabi. C’è da dire, inoltre, che questa trasmissione (“Parliamo con l’Elefante”, in diretta alle 9 del mattino ed in replica alle 21) segna la prima volta in cui il giornalista conduce una trasmissione in linea diretta con il pubblico, ma il risultato è subito devastante. Ferrara non è certo un tipo che s’intimidisce facilmente e le puntate del suo nuovo programma lo dimostrano, l’una dopo l’altra. Tra le più roventi e più seguite va certamente annoverata quella sul ritorno davanti a un microfono di Enrico Mentana, per la prima volta da quando ha lasciato polemicamente Mediaset e la sua creatura “Matrix”. Mentana ha spiegato le ragioni del suo addio, incalzato dalle domande del conduttore, berlusconiano della prim’ora ed, “inconsciamente”, vicino alle posizioni di Mediaset. Poi, il caso Battisti discusso da Toni Negri, l’autodifesa dello ‘spione’ Gioacchino Genchi, la polemica tra Storace e Gasparri sulla riforma elettorale, il confronto tra il teologo del dissenso Vito Mancuso e il vaticanista Sandro Magister sul Concilio Vaticano terzo. Per finire con la ricostituzione dello storico duo conduttore di “Otto e mezzo” (nonché compagni di “Lotta continua”) Ferrara-Armeni, per un’intervista a Francesco Rutelli. Insomma, solo pochi mesi e già Giuliano Ferrara è diventato una delle voci simbolo dell’emittente, per la soddisfazione di Fabi, e numeri che difficilmente possono essere smentiti. (G.M. per NL)

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