Libere professioni: come si diventa giornalisti nel 2016

Come sempre in maniera cortese, ma decisa, mi è stato proposto dal nostro direttore, di scrivere in quale modo si possa diventare giornalista.

Questo in occasione dell’avvenuta mia iscrizione all’Albo dei Giornalisti nell’elenco dei Pubblicisti. Lo faccio volentieri, ovviamente, sia per compiacere il direttore, sia per consentire ad eventuali aspiranti di conoscere le modalità dal punto di vista di chi le ha sperimentate. Per iniziare va chiarito che l’Albo dei Giornalisti prevede l’iscrizione in tre distinti elenchi: quello dei Giornalisti Professionisti, quello dei Pubblicisti e quello dei Praticanti. Concentrandosi sui primi due elenchi, si nota come ci sia una differenza sostanziale nell’ambito dei Giornalisti, in effetti, per definizione di legge, sono Giornalisti professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista, mentre sono pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi. Si scriverà quindi di come arrivare al titolo di Giornalista iscritto nell’elenco dei Pubblicisti. Fatta questa necessaria premessa il percorso da seguire prevede in primis lo svolgimento di una attività giornalistica in modo continuativo per almeno due anni in modo non occasionale ed essere per tale attività retribuiti; quindi una collaborazione con una testata giornalistica. Questo è il primo ostacolo, trovare cioè una testata che offra questa possibilità (vincolo comunque superabile anche grazie alla proliferazione di testate online). Trovata la testata con la quale collaborare si deve quindi iniziare a scrivere degli articoli che poi passano al vaglio del Direttore Responsabile. Fra l’altro vi è un numero, non trascurabile, di articoli da scrivere e pubblicare per poter presentare la domanda di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti nella sezione Pubblicisti. Ad esempio se si scrive per una testata che pubblica su Internet il numero di “pezzi” che deve essere pubblicato è di almeno sessanta. Ovviamente in questa fase è importante l’uso del buon senso nella redazione degli articoli con riguardo, oltre che ai contenuti anche alla loro lunghezza in modo che si abbia la ragionevole certezza di combinare in modo armonioso contenuto e sintesi dello stesso articolo. Di aiuto in questa fase le indicazioni del direttore, che segue gli elaborati con attenzione. Nel frattempo la collaborazione procede nei canali della regolarità anche con riferimento agli aspetti economici e fiscali. Raggiunto l’agognato numero minimo di articoli scritti e pubblicati scatta la possibilità di richiedere l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. Ordine%20dei%20giornalisti%20della%20Lombardia - Libere professioni: come si diventa giornalisti nel 2016E’ quasi un ritorno ai tempi della preparazione agli esami di maturità: conta e riconta del numero degli articoli da presentare; effettua l’analisi dei contenuti; presta attenzione ad eventuali doppioni indesiderati; effettua un giudizio critico sulla lunghezza dei testi; infine, sciolti dubbi amletici vari, quando non se ne può più di controllare, procedi con l’impacchettamento della versione cartacea dei PDF pubblicati e procedi all’invio al direttore responsabile per la autenticazione. Effettuate consultazioni febbrili sul sito dell’Ordine dei Giornalisti per capire tutto quanto si debba formalmente eseguire, verifica la stretta osservanza delle prescrizioni, muniti del “plicone” ci si presenta, con un poco si emozione, alla segreteria dell’Ordine dei Giornalisti che, con cortese e puntuale attenzione, verifica il tutto. Diciamo dieci minuti di “suspence” e – se tutto è conforme – i documenti vengono depositati e, contestualmente, viene anche fissata la data per l’incontro con il funzionario che ha il compito (non da sottovalutare) di verificare quanto il candidato conosca delle norme che regolano l’attività giornalistica. Fissata la data del colloquio, viene anche consegnato al, fino a quel punto, scrittore di articoli, un quaderno dell’ordine titolato “Lezioni di diritto dell’informazione e deontologia della professione giornalistica” elaborato da Guido Camera, da leggere in preparazione del “colloquio” (circa duecento pagine). A quel punto, dopo la lettura delle prime pagine, quando si pensa al “colloquio “si sostituisce quel termine con “esame” e ci si prepara con professionale serietà, anche perché ci si rende conto che il diventare giornalista iscritto all’albo è cosa ancor più impegnativa di quanto si potesse immaginare. Principi generali fondamentali si intrecciano con norme giuridiche specifiche, ma la parte più rilevante fa riferimento alle norme deontologiche che i giornalisti hanno ritenuto opportuno formalizzare per un adeguato svolgimento della loro delicata attività. Ne consegue che il volumetto consegnato in vista del colloquio spinge il lettore ad ulteriori approfondimenti che vengono soddisfatti ricorrendo alla rete. Pertanto lo studio per la preparazione al colloquio diventa molto interessante e apre ad una serie di informazioni fondamentali per poter svolgere, con ragionevole tranquillità, il lavoro giornalistico. Lavoro che richiede, a mio parere, parecchio buon senso sostenuto dalla approfondita conoscenza dei diritti doveri del giornalista. Leggere, informarsi, sintetizzare, studiare il tutto, nello stesso modo e con la stessa cura della preparazione agli esami universitari. Il tempo scorre veloce ed arriva l’atteso colloquio, dove un funzionario di buon senso pone quelle domande che servono a capire se chi gli sta davanti ha capito l’importanza del compito che lo aspetta una volta iscritto all’Albo. La tensione cala, l’esame diventa dialogo e il candidato si rende conto di essere alle soglie di un evento importante. Finisce il colloquio con la frase dell’esaminatore che avverte che la ufficializzazione dell’esito del colloquio avverrà per e-mail. Segue telefonata al direttore della testata per riportare quanto accaduto; il computer e lo smartphone vengono costantemente attivati sulla posta in arrivo ed inizia l’attesa della e-mail liberatoria. Passano i giorni, una settimana, ancora del tempo (una telefonata per capire se la e-mail è partita si impone). Una anticipazione apre all’atteso annuncio confermato finalmente dalla e-mail ufficiale che annuncia l’esito positivo del colloquio. In segreteria dell’Ordine dei Giornalisti per le ultime formalità burocratiche e poi l’attesa del famoso tesserino che nel giro di qualche giorno arriva.E’ fatta. E’ tempo ormai di riprendere a scrivere articoli, finalmente come Giornalista iscritto all’Ordine dei Giornalisti nell’elenco dei Pubblicisti, nel rispetto delle regole dell’Ordine. (G.T. per NL)
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