Libri. Il caso Cesare Battisti. Perché l’asilo politico brasiliano fu un errore e nulla di più di un capriccio

Una nuova interessante lettura debutta nelle librerie a marzo 2017: è il testo di Walter Silva Pinto Filho (promotore di Giustizia e laureato in Diritto presso l’Università di Fortaleza, Brasile) che dedica la sua opera “a tutte le persone vittime della violenza, in qualsiasi parte del mondo e, in particolare, ai famigliari di Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin e Andrea Campagna” come cita la sua dedica che precede la lettura del volume.
L’opera di Filho ripercorre la storia dei processi contro Cesare Battisti (condannato dalla Giustizia italiana, da quella francese e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la commissione di crimini contro la vita) dimostrandone la fallacia e sostenendo la tesi che l’asilo politico di cui il terrorista ha beneficiato in Brasile fu un errore e nulla di più che un capriccio di compagni ideologi. “Il libro è una lettura indispensabile per chi ritiene che il Brasile sia stato giusto e umano nel dar asilo ad un terrorista, e crede che screditare la Giustizia di un paese democratico e amico, con il quale si mantiene un accordo di estradizione, sia un atto di sovranità” commenta Sandro Vaia (giornalista, ex direttore di Redazione del O Estado de S.Paulo) autore della prefazione del libro insieme a Dimas Macedo (professore Maestro di Diritto e giurista brasiliano). Nella quarta di copertina un’immagine che ritrae l’autore ai piedi della lapide di Andrea Campagna, in via Modica a Milano, agente rimasto vittima del terrorista protagonista della storia. Il testo, edito da A.C.I.MA. Edizioni Mandala (www.acimamandala.blogspot.it/p/edizioni-mandala.html),  è in vendita ad euro 18,00.  (L.M. per NL)

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