L’offensiva sottile

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Non avevamo capito nulla. Ci chiedevamo come mai Murdoch non si sollevasse contro gli attacchi di Mediaset e RAI, volti a fiaccare l’offerta di contenuti di Sky per sostenere il consolidamento del digitale terrestre e del provider satellitare alternativo da loro creato, Tivùsat. Ci domandavamo come mai Raisat fosse stata surrogata dalla pay tv satellitare con contenuti certo gradevoli ma non sediziosi, come Fox Retrò. Poi abbiamo compreso: Murdoch aveva deciso di spostare la battaglia dal fronte dei contenuti a quello della qualità della visione, concentrando le forze per la controffensiva sull’HD. Un terreno sul quale, in effetti, RAI e Mediaset difficilmente possono reggere il confronto. Domiciliare una massiccia quantità di contenuti ad alta definizione sul digitale terrestre comporta un dispendio di risorse frequenziali (e quindi economiche) enorme (posto che un programma HD si pappa via l’intera capacità trasmissiva di un canale terrestre), che manco il Cavallo morente ed il Biscione possono permettersi. Occorrerebbe equipaggiare all’uopo Tivùsat, ma la faccenda è tecnicamente complessa e porterà via un bel po’ di tempo. Durante il quale quel diavolo di un Australiano avrà di nuovo fidelizzato una falange di utenti anelanti di spremere le potenzialità di quei televisori ad alta definizione la cui vendita la corsa al DTT ha accidentalmente sostenuto.
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