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Media. Non è IP Tv, non è IP Radio, non è quotidiano online: è “Il Loft”. La nuova piattaforma ibrida

Anche se non è una novità in senso assoluto, con la nascita di “Loft”, possiamo però dire che anche l’Italia mette finalmente in campo un prodotto da considerare senza ombra di dubbio, al pari di quanto sta già prendendo piede nel mondo dei media, della comunicazione, del marketing e che sta conquistando “audience” ogni giorno di più a scapito di quei vecchi media che tentano inutili resistenze ancorati ancora alle loro logore posizioni.
Non è Netflix certamente, ma Loft è una novità importante nel campo dei media che non sarà in concorrenza con nessuno, ed è questo il suo più grande pregio.
Lo abbiamo detto molto spesso da queste pagine rivolgendoci alla Radio in particolare: va benissimo ed è anzi necessario dare una bella “riverniciata al ferro”, presidiare tutte le piattaforme disponibili aprendosi dalla FM al DTT, al DAB, alla visual radio, integrandosi meglio sulla rete, con i social, con le app, ma non sarà sufficiente se si vorrà avere una posizione inattaccabile nel futuro. Servirà un ulteriore scatto in avanti.

Questo tipo di ibridazione, se ci concederete la definizione e fatto salvo il caso di Lifegate, è al momento soprattutto una migrazione di hardware, ma la partita vera la si giocherà con il software, ovvero con la capacità di dare ai propri contenuti la giusta declinazione di linguaggio. La Radio non potrà essere “solo” radio ma dovrà essere in grado di produrre contenuti anche per altre piattaforme assumendone però anche la terminologia.
Per meglio esplicitare questo ultimo concetto, facciamo una rapida deviazione in altro campo dell’economia ma analizzandolo sempre col l’occhio del marketing: tempo fa grazie ad una ricerca americana, vi abbiamo informato di come le nuove generazioni – in particolare i Millenials – riservino alle grandi griffe di moda il cosiddetto “bacio della morte”. C’è però una eccezione costituita dalle borsette di Gucci che all’interno del gruppo multinazionale Kering, hanno fatto registrare un aumento delle vendite sorprendente, dovuto all’interesse dei Millenials verso quei pregiati prodotti dello storico marchio italiano. All’interno del gruppo si è quindi aperto un “problema” di come parlare a questa nuova generazione di clienti attraverso i giusti mezzi e con il loro stesso linguaggio, per completare e consolidare il processo di “conversion”.

Cosa deciderà Kering in tal senso, non lo possiamo sapere, di sicuro pensiamo non sarà utilizzato “Marketing Outbound”, quello tradizionale ed ancora molto in uso; molto più probabile si darà voce al “Marketing Inbound” o a forme analoghe e quindi a pianificazioni – anche se il termine in quest’ottica, è quanto mai improprio – verso progetti come “Il Loft”, appunto.
Ma che cos’è “Loft” che promette di sconvolgere il mercato ma senza entrare in concorrenza con nessuno?
Il Loft come afferma il manifesto sul sito della nuova piattaforma – da notare anche la finezza nell’indirizzo con iloft – “è un progetto Tv della “Società Editoriale Il Fatto” che vuole offrire contenuti e format esclusivi che possano interessare una platea di spettatori sempre più vasta.”  loft 300x123 - Media. Non è IP Tv, non è IP Radio, non è quotidiano online: è "Il Loft". La nuova piattaforma ibrida
A promuoverlo a febbraio, Cinzia Monteverdi, divenuta A.D. del giornale il 21 maggio scorso al posto di Giorgio Poidomani in un gioco di dividendi dove Padellaro, Travaglio, Gomez e Lillo sono finiti in minoranza, aprendo così la strada alla capace giovane manager già azionista del Fatto, nonché amministratore delegato e presidente di Zerostudio’s – la società di Michele Santoro che produce AnnoZero – altresì esperta di marketing ed ex titolare di una società di comunicazione. Ed è forse questa la migliore qualità che l’A.D. de Il Fatto Quotidiano ha messo nel progetto Loft, per strutturalo in un modo così completo e perfettamente posizionato. Manca solo la Radio; ma a ben vedere ma se gli editor riusciranno ad andare oltre l’hardware, con la visual radio la strada è già tracciata; ora manca, come detto, il software certamente dettaglio non da poco.

A fine agosto nella tradizionale festa annuale al Parco La Versiliana, il Fatto Quotidiano ha presentato il nuovo progetto TV con la “Lofter Night” creando perciò anche un evento live, mentre a novembre, pochi giorni fa quindi e col rilascio della app, sul sito è già presente l’intero “palinsesto” (le virgolette sono d’obbligo) con le offerte di abbonamento per PC, tablet e smartphone. Forse un po’ care per in non abbonati al giornale che invece la troveranno già compresa nel loro profilo, un po’ come accade con Amazon Prime Video per gli abbonati Prime, mentre sul canale Facebook si potrà accedere anche a contenuti free.
Informazione e intrattenimento i due punti cardine del Loft, così come in trattativa anche i diritti per trasmettere film nel tentativo di allargare “gli orizzonti in direzione di un pubblico più giovane, non sempre interessato all’offerta televisiva tradizionale”. Una linea editoriale piuttosto semplice e per questo estremamente interessante, informare intrattenendo con stagioni di palinsesto trimestrali e contenuti che andranno ad essere venduti anche ad emittenti esterne interessate.lofter night - Media. Non è IP Tv, non è IP Radio, non è quotidiano online: è "Il Loft". La nuova piattaforma ibridaUn progetto di una valenza strategica importantissima quindi, un vero esempio di come partendo da un proprio storico, ci si possa trasformare in un nuovo media capace di parlare ai propri user e connetterne di nuovi. Il completamento della ibridazione dei contenuti iniziata molti anni fa proprio dentro la musica, con i generi e gli stili, poi dilatata in progetti video, oggi in migrazione nella visual radio, per arrivare a completarsi definitivamente sulla Rete. Come più volte accennato in questo articolo, ora tocca alla Radio trovare la strada per colmare quel gap che la separa da quel traguardo. (M.S. per NL)