Mediaset: per Controcampo le notizie serie fanno diminuire l’audience

Il Cdr dei giornalisti di Studio Aperto tuona contro i colleghi: negata la possibilità di riferire in tempo reale agli spettatori la liberazione di Barbara Vergani


Quando il dio pallone parla tutto il resto del mondo tace, per lo meno in Italia. Per lo meno su Mediaset. E guai a voler interrompere la moviola del gol in fuorigioco di questo o quel calciatore famoso, il fallo di mano in area del difensore di un grande club o la rovesciata vincente dell’attaccante di provincia. Neanche se la notizia da dare è seria per davvero, se contribuirebbe a far tirare un sospiro di sollievo agli italiani. Nemmeno se si tratta di una povera ragazza rapita e, fortunatamente, rilasciata in tempi record. E’ quanto accaduto domenica sera, quando, durante la trasmissione Controcampo (in onda su Italia1 dalle 22.35), i giornalisti di Studio Aperto avevano avvisato i propri colleghi della redazione sportiva dell’improvvisa ed inaspettata liberazione di Barbara Vergani, la ventiquattrenne studentessa rapita nel novarese appena poche ore prima. Nel pieno della trasmissione, mentre i soliti “esperti” del pallone e della polemica litigavano come da copione, la redazione della trasmissione si è rifiutata di dare in anteprima ed in tempo reale la notizia della liberazione, adducendo una motivazione rabbrividente per chiunque possegga un minimo di buon senso: questa notizia seria avrebbe rischiato di indurre gli spettatori a cambiare canale, per non essere distolti dalla solita polemicona domenicale. Probabilmente coloro che hanno preso questa discutibile decisione hanno una considerazione non troppo alta del proprio pubblico di affecionados, ritenendolo addirittura al di sotto della media socio-culturale degli italiani, cui generalmente questo genere di notizie stanno molto a cuore. Quindi niente cronaca, niente sospiro di sollievo per gli spettatori di Italia 1, per non interrompere il normale andamento della trasmissione. Questa decisione ha mandato su tutte le furie i rappresentanti del Cdr (Comitato di Redazione) di Studio Aperto, che hanno espresso “sconcerto e preoccupazione” per quanto accaduto, definendo la decisione “gravemente lesiva della credibilità e della professionalità di tutti i giornalisti Mediaset”. (Giuseppe Colucci per NL)

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