Mediaset: profondo rosso con la crisi. E scatta il piano di riduzione costi da 450 milioni

Il primo rosso non si scorda mai. E non se lo scorderà tanto facilmente Piersilvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, a seguito di un settembre nero che ha portato il suo biscione per la prima volta in rosso in oltre trent’anni di storia.

A fronte di un calo generalizzato della raccolta pubblicitaria nell’intero settore, su una media nazionale del 24,2%, Mediaset in realtà è andata anche leggermente meglio rispetto ai suoi concorrenti principali, facendo registrare una diminuzione rispetto al 2011 del 23%, a fronte del 24,3% di Sky e del 29,7% della Rai, sempre più a fondo. Le ragioni del rosso sono da ricercare in massima parte nel crollo della raccolta, appunto. Nei primi nove mesi del 2012, infatti, Pubblitalia e Digitalia hanno incassato 1,65 miliardi di euro, quasi il 15% in meno rispetto ai primi tre trimestri dell’anno passato. In seguito al settembre nero e ad altri otto mesi in chiaroscuro, infine, Mediaset ha creato 2,66 miliardi di ricavi netti, oltre il 12% in meno rispetto al 2011, raggiungendo quota 45,4 milioni di perdite. Cosa fare ora? Risparmiare sui costi, tentando di non influenzare più di tanto la qualità del prodotto, è questo il diktat di Piersilvio. Se già l’azienda aveva annunciato un piano di risparmio sui costi da 250 milioni di euro in tre anni, ora per correre ai ripari si è deciso di aggiungere altri 200 milioni nei prossimi due, tra investimenti in diritti e costi operativi. (G.M. per NL)
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