Mondadori: cattivi i risultati del 2013 e allora si corre ai ripari. Intanto la reazione alla Nuova R101 appare decisamente fredda

Revisione dei costi di carta, stampa, redazionali e logistici: ora il complesso societario amministrato da Ernesto Mauri dovrà spingere con forza sullo sviluppo del business, per ottenere ottimi margini in tempi rapidi.

Il gruppo editoriale Mondadori ha chiuso il 2013 con un fatturato pari a 1,275 miliardi di euro (-9,9 % rispetto al 2012) e con una perdita netta di 185,4 milioni di euro (in crescita rispetto ai 166,1 mln dell’anno precedente). Resta da chiedersi su quale comparto sarebbe più opportuno investire, per risanare l’importante rosso. L’area più rilevante, se si considera il fatturato, pare essere quella dei Periodici Francia, che, con i suoi 353,9 milioni di euro di ricavi complessivi, si mostra come il comparto più sano – considerato il margine operativo che si attesta positivo per 26,7 mln di euro, anche dopo gli 8,2 mln di costi per ristrutturazione -. Va ricordato tuttavia che anche in Francia il quadro economico ha risentito del generale clima di crisi che ha caratterizzato la zona euro: il mercato dei periodici in cui opera Mondadori France ha registrato valori in sensibile calo rispetto all’anno precedente, in particolare per la pubblicità -9,2% e per le diffusioni, diminuite del 6,7%. L’inizio del 2014 ha portato bene al settimanale del gruppo Closer, che ha guadagnato punti dando per primo l’annuncio della liason del presidente francese François Hollande con l’attrice Julie Gayet. Closer, lanciato nel 2005 e diretto da Laurence Pieau, tra gennaio e febbraio ha visto un incremento delle vendite pari al 58%, con punte diffusionali che superano le 600 mila copie. Va peggio invece per il mercato dei Periodici Italia che vedono planare i ricavi dei 15,1%: settimanali e periodici del gruppo (Donna Moderna, Focus, Grazia, Tv Sorrisi e Canzoni, solo per citarne alcuni) hanno risentito sfavorevolmente del persistente calo degli investimenti pubblicitari, in riduzione del 23,9%, le diffusioni hanno registrato valori in riduzione dell’11,2% e ancor più sensibile è stato il calo delle vendite (-23,4%). Nel 2013 i ricavi dell’area Libri sono ammontati a 334,3 milioni di euro, in calo del 9,8% rispetto ai 370,6 milioni di euro del 2012; anche il comparto business Retail resta in difficoltà con un fatturato in negativo del -8,2% (225 mln di euro), mol a -8,5 mln e risultato operativo in rosso per 16,7 mln. Che dire poi della radio del gruppo Mondadori? R101, acquistata nel 2005 dalla Custodia giudiziale del tribunale di Milano dopo le note vicende che avevano portato in carcere l’ex editore Angelo Borra, ha portato più dolori che gioie. Nello scorso anno la stazione ha registrato ricavi per 11,3 milioni di euro, in diminuzione del 18,7% rispetto ai 13,9 milioni di euro del 2012. L’emittente, nonostante l’intensa profusione di risorse economiche e mediatiche (pubblicità sulle testate di famiglia e sulle reti Mediaset), non è mai riuscita a decollare negli ascolti. Tuttavia, Mondadori, a conferma del ruolo strategico che il mezzo riveste per il Gruppo, però, intende tentare il tutto per tutto (evidentemente  piuttosto che dichiarare la sconfitta nel settore) e in tale ottica va letta l’alleanza stretta con Radio Italia che, dopo l’avvio del rapporto di concessione pubblicitaria, vede svilupparsi nel 2014 anche un rapporto di gestione delle attività editoriali e del marketing, per valorizzare ulteriormente l’identità dell’emittente all’interno del panorama radiofonico italiano. Così, lo scorso 25 marzo è stata annunciata la nascita della nuova R101, presentata al mercato con una linea editoriale completamente rinnovata, nuove politiche commerciali e partnership con programmi televisivi e importanti manifestazioni sportive -. Vedremo come andrà a finire, anche se i primi riscontri dagli addetti ai lavori sono decisamente freddi. Tornando al complesso delle attività di mondadori, molto buone sono risultate le performance dei principali siti del Gruppo, con ricavi in crescita del 7,3% rispetto a un mercato in contrazione dell’1,8%: in particolare Donnamoderna.com si è confermato il secondo sito femminile per utenti unici (media annuale di 4,5 milioni, in incremento del 20%), Grazia.it ha ottenuto un aumento di audience del 28%, con percentuali di crescita ancor più elevate per gli altri siti. In un mercato che non mostra ancora chiari segnali di inversione di tendenza, le prestazioni del Gruppo nei primi mesi del 2014 sono superiori alle previsioni: le novità introdotte (tra cui il lancio del nuovo settimanale Il mio Papa, interamente dedicato al pontefice, l’acquisizione di brand e asset del servizio di social reading di Anobii Ltd, piattaforma con più di un milione di utenti nel mondo, dei quali 300.000 in Italia e il lancio di un rinnovato Panorama che nel primo numero conta 110 pagine pubblicitarie, delle quali 40 di inserzionisti del comparto moda) potrebbero rivelarsi la medicina del gruppo, e offrire un futuro più roseo per ogni comparto. (V.R. per NL)
 
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