NEWSLINET.IT: Newsletter n. 693 del 20/02/2013

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Pubblicati gli attesi dati d’ascolto delle emittenti nazionali iscritte all’indagine Radio Monitor (120.000 casi, anno 2012, giorno medio ieri).
1) RTL 102.5 – 6.698.000
2) Radio Deejay – 5.231.000
3) Radio 105 – 4.911.000
4) RDS – 4.727.000
5) Radio Italia Solo Musica Italiana
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Nei prossimi mesi l’Agcom dovrà riunirsi per decidere su alcune questioni di vitale importanza per l’emittenza televisiva locale. Di particolare rilievo vi sono l’approvazione del nuovo Regolamento sull’ordinamento automatico dei canali (LCN) e la definizione degli importi che le emittenti televisive locali dovranno corrispondere per i diritti d’uso sulle frequenze digitali.
 
Telenovela finita. Il consiglio d’amministrazione di Telecom ha approvato una trattativa in esclusiva con Cairo per La7. È quanto stato comunicato con una nota.
L’infinita crisi, che non accenna a mollare la presa sull’economia italiana, si riverbera ancora una volta sul mercato televisivo, e si intreccia con le tendenze al cambiamento dei modelli di consumo di quelli che una volta si chiamavano “telespettatori”.
Gli editori radiofonici locali sono in subbuglio per la possibilità che si possa verificare una disgiunzione tra le proprie rilevazioni e quelle delle emittenti nazionali.

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“Oggi facciamo un passo in avanti fondamentale per lo sviluppo del Paese, contribuendo ad azzerare il divario digitale e dotando il Mezzogiorno della banda ultralarga”.
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Mentre in Italia l’avanzamento del piano di ristrutturazione è al centro delle trattative con i sindacati, in Spagna Rcs Mediagroup non perde tempo.
Mentre, dal 1975, sulle radio private voci notturne sussurranti cominciavano a solleticare le fantasie erotiche degli italiani (su tutte, Radio Luna con Cicciolina, alias Ilona Staller), sulle tv locali spogliarelli più o meno casalinghi integravano ad esse lo stimolo visivo.
Tira una brutta aria in Via Solferino: i soldi dell’Inpgi – la cassa di previdenza sociale dei giornalisti – potrebbero non bastare più a mantenere intatto il numero di dipendenti, a fronte delle perdite pesantissime accumulate negli ultimi anni.
Se in passato l’ente previdenziale, infatti, era servito da
La ristrutturazione di Rcs Mediagroup sarà globale. E non risparmierà niente e nessuno. Pietro Jovane Scott non farà prigionieri.
I giornalisti dei Periodici di Rcs MediaGroup, all’annunciato piano di tagli e dismissioni hanno reagito sin da subito proclamando, a partire già da ieri e fino a venerdì prossimo, quattro giorni di sciopero.
Che Internet stia per sancire la fine dell’informazione su carta stampata così come la conosciamo, in Italia e nel mondo, non è più un segreto. Gli ultimi dati ADS (Accertamento Diffusione Stampa) a disposizione sulle copie vendute nelle edicole (link qui sotto) non fanno che confermare il fenomeno: emerge un netto calo di interesse della gente verso i quotidiani generalisti.
I soci di Rcs Mediagroup hanno «sicuramente delle responsabilità» per la situazione che si è determinata nella società, che sta per varare un piano industriale che prevede 800 esuberi, la cessione o la chiusura di dieci periodici e la vendita della sede di via Solferino, a Milano.
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