Pay tv, Francia. Canal+ affila gli artigli: obiettivo internazionalizzazione

Il canale del gruppo Vivendi controllato da Vincent Bolloré pensa al futuro nell’ottica dei mercati internazionali dei contenuti a pagamento, dal cinema allo sport: la lotta con gli avversari è aperta.

Anche BeIn Sports e Discovery Communications sono infatti decisi ad accaparrarsi e ritagliarsi un grande spazio nel mercato dell’intrattenimento televisivo oltre confine, a fronte soprattutto dell’esplosione dei canali gratuiti, e dei pericolosi concorrenti che operano soltanto sul web. Come ricorderanno i nostri attenti lettori, ai piedi della Tour Eiffel lo scorso settembre è sbarcato il colosso Netflix, che soltanto nei primi 15 giorni ha rastrellato più di 100 mila nuovi abbonati. Risultato: necessità di correre al riparo il prima possibile. CanalPlay, del gruppo Canal+ – che offre da tre anni un servizio simile a quello di Netflix, permettendo di vedere film e serie tv in streaming sui dispositivi connessi alla rete, dalla smart tv allo smartphone, con risultati tuttavia nettamente inferiori – infatti ha dovuto sviluppare nuove iniziative per non lasciarsi schiacciare dal minaccioso concorrente. La pay tv del gruppo Vivendi poi, come riporta un articolo di ItaliaOggi di martedì 11 novembre, riversa tutte le sue energie e punta a tenere banco nel campo dei diritti sportivi e del cinema, terreni che ormai stanno diventando sempre più di dominio internazionale. Per quel che concerne il mondo del pallone, Canal+ trasmette ogni settimana tre partite della serie A francese e altrettante della Premier League inglese; oltralpe però la parte del leone è giocata da BeIn Sports, del gruppo Al Jazeera, nata in Francia nel 2012 e rapidamente diffusasi a macchia d’olio in tutto il mondo, che è riuscita ad accaparrarsi il resto dei match della Ligue 1, della Ligue 2, oltre al campionato spagnolo e a quello italiano. Secondo i rumors poi, a BeIn farebbe molta gola la Top 14, ovvero il massimo campionato di rugby, finora nelle grinfie di Canal+: in ballo i diritti fino alla stagione 2018-2019, alla cui asta potrebbe partecipare anche Eurosport. L’altro cuore pulsante del gruppo francese di Vincent Bolloré è costituito dal cinema: Canal+ negli scorsi mesi infatti si è impegnata a finanziare l’industria cinematografica transalpina con il 12,5% del proprio fatturato annuo (pari a circa 200 mln di euro), ottenendo il privilegio di trasmettere agli abbonati le pellicole principali a dieci mesi dall’uscita nelle sale. Ma anche su questo terreno Canal+ non può illudersi di essere in una botte di ferro: per citare soltanto un esempio, Facebook, come ricorderanno i lettori, ha appena stretto un’alleanza con gli studi Lions Gate per la realizzazione di una serie di 5 mini film ispirati alla saga di Twilight. La compagnia di intrattenimento canadese fondata a Vancouver ha spiegato che se l’operazione avrà successo l’intenzione è quella di ripeterla con altri titoli: è probabile quindi che gli operatori dell’industria dell’entertainment cinematografico spingeranno e scommetteranno sempre più sull’utilizzo dei social come nuovo canale di distribuzione dei contenuti, a scapito della vecchia e cara televisione. Va da sé che con le nuove frontiere del web, la competizione valichi sempre più i confini squisitamente nazionali. Come dichiarato dal direttore di Canal+ Bertrand Meheut, dal momento che “l’industria dei contenuti ha un immenso potenziale di sviluppo nel mondo, Canal+ deve essere un attore di primo piano”. (V.R. per NL)
 
printfriendly pdf button - Pay tv, Francia. Canal+ affila gli artigli: obiettivo internazionalizzazione