Proprietà Intellettuale: qualche considerazione sul rapporto tra le nuove tecnologie e la produzione intellettuale

Con l’augurio che l’equilibrio tra i diritti esclusivi degli autori ed il progresso tecnologico non resti un’utopia.
Per anni, chi scrive, ha avuto il privilegio di affiancare nel proprio lavoro chi si è battuto strenuamente per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, imparando che la difesa della cultura è bisogno primario per ogni Stato. Molteplici sono i dati oggettivi da cui partire per comprendere con un minimo di chiarezza quali scenari si presenteranno dinanzi ai nostri occhi in riferimento alle prospettive di tutela della proprietà intellettuale e del diritto d’autore, nell’ambito delle problematiche afferenti alla produzione e alla distribuzione dei contenuti. L’obiettivo, che ci proponiamo di raggiungere, è quello di analizzare sinteticamente alcuni elementi base nel sistema giuridico ed economico internazionale, il cui cambiamento potrebbe generare pesanti variazioni di non poco conto all’interno del medesimo. Una prima riflessione riguarda il mercato dei “media”, cioè di quei mezzi che servono alla diffusione dei contenuti. Lo abbiamo più volte ribadito, la digitalizzazione ha creato le condizioni per la concentrazione e la fusione di numerose imprese del mercato multimediale e parallelamente ha livellato le differenze tra i media stessi. Secondariamente, anche la schiera dei diritti tutelabili all’interno della famiglia della proprietà intellettuale si è con il tempo articolata in diverse forme ed espressioni, con prospettive di crescita ulteriore non indifferente, basti pensare all’elenco di cui agli artt. 1-9 della Parte II dei TRIP’s. Il terzo elemento che dobbiamo valutare riguarda il mutamento del concetto di “territorialità” dei diritti che, ad avviso di chi scrive, non appare più utilizzabile nell’ambito di alcune forme di utilizzazione dei diritti di proprietà intellettuale. Da questo punto di vista, concetti come “comunicazione al pubblico” e “messa a disposizione del pubblico” – espressamente tutelati dalla Legge sul Diritto d’Autore – hanno generato nuovi modelli di business strettamente connessi con il superamento del concetto di territorialità. In questa prospettiva, le cd. licenze multiple sono strumenti creati apposta per ambiti spaziali che superano i confini dei singoli Stati, il che ci porta inevitabilmente a considerare come sia assolutamente necessario predisporre regole nuove per l’acquisizione dei diritti. Si badi bene, abbiamo parlato di regole e non di sanzioni, giusto per chiarire che prevenire è sempre meglio che curare. Abbiamo citato i TRIP’s e in tal proposito proseguiamo rammentando l’importanza di uno dei principi fondamentali attorno al quale ruota il concetto di proprietà intellettuale e di difesa di tali diritti: l’art. 7 “La protezione ed il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale devono contribuire alla promozione dell’innovazione tecnologica a reciproco vantaggio dei produttori e degli utilizzatori di conoscenze tecnologiche, in modo da favorire il benessere sociale ed economico, nonché l’equilibrio fra diritti ed obblighi”. Se guardiamo all’intento della norma citata, non può sfuggire come – dato il progresso tecnologico quale veicolatore iper veloce di contenuti – la tassonomia dei diritti protetti diventi un fattore fondamentale. Il tema della pirateria, nell’ambito di quanto qui esaminato, non può venire dissociato da quello dello sviluppo tecnologico e delle reti telematiche, che di esso sono l’estrinsecazione più evidente, come non possono esserlo quello della privacy – cui su queste pagine abbiamo più volte fatto cenno – e quello della copia privata. La realtà è che lo scacchiere è composto da questi elementi profondamente interconnessi fra loro visto che la crescita della rete non dovrebbe avvenire a scapito dei contenuti e la privacy non dovrebbe essere addotta come scusa per celare informazioni utili e necessarie alla repressioni di alcuni crimini on-line, nella maggior parte dei casi commessi adducendo a fondamento il diritto di copia privata che da eccezione qual era è ormai diventata un presunto diritto. Ecco quindi che da queste brevi considerazioni emerge come la tutela della proprietà intellettuale e dei contenuti messi a disposizioni sia indissolubilmente legata con altri importanti fattori, tra i quali la veicolazione della cultura ad ampie masse, la privacy di chi accede ai contenuti e così via. In conclusione, i diritti esclusivi degli autori si pongono in equilibrio dinamico con il progresso tecnologico e con la necessità di protezione della proprietà intellettuale. Ci si augura che questo equilibrio, una volta trovato, permanga immutato, nell’interesse della crescita e dello sviluppo economico e culturale di tutti gli Stati. (M. P. per NL)
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