Prossimi scenari digitali terrestri

Tra gli operatori, in questi giorni, si è fatto un gran discorrere di una presunta trattativa tra il gruppo di Rupert Murdoch (Sky) e Telecom Italia per l’acquisizione delle attività tv del provider italiano (La 7 e MTV). Ovviamente gli interessati hanno smentito tali negoziazioni; poi la voce è stata offuscata dallo scandalo delle presunte intercettazioni illegali di cui, secondo uno scoop del giornale inglese Guardian, si sarebbe servita la testata News of the World, edita da Murdoch, per conseguire colpi giornalistici clamorosi. Nel merito della ipotetica contrattazione, non è certo un mistero che Telecom stia puntando sulla Iptv, che la tv sia un “affare” su cui il gruppo telefonico italiano si è da tempo raffreddato e che Murdoch stia studiando l’ingresso in forze nel DTT, quando la legge lo permetterà (a regime nel 2012), per martellare Mediaset, che a sua volta vuol pestare Sky sulla pay tv. Gli interessi dei presunti contraenti sono convergenti e quindi un matrimonio potrebbe effettivamente farsi. Il punto è che per fare quello che si suppone vorrebbe Murdoch, cioè una versione terrestre (ancorché non identica) di Sky, le risorse frequenziali di TIMB non basterebbero, soprattutto se, come sembra, l’interesse dei big player digitali è ormai verso la pay HD. Cioè una tecnica che si pappa praticamente tutto lo spazio del mux. Poiché quindi serviranno molti canali per implementare le insufficienti reti digitali, è probabile che l’Australiano dovrà, impalmata la sposa, integrarne la dote, recandosi alla bisogna nell’outlet dei canali. L’indirizzo è noto: ghetto Tv locali, numeri civici digitali elevati (LCN > 850), citofonare "disperati".
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