Pubblicità: ad aprile rallentano gli investimenti. Tranne quelli sulla radio, che crescono ancora di oltre il 10%

Se un investitore dovesse decidere dove mettere i propri soldi in ambiente mediatico italiano, in questo momento non avrebbe alcun dubbio: la radio.

La radio è infatti l’unico mezzo che continua a crescere nella raccolta anche quando gli altri media segnano il passo. Nel merito, nonostante il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia si sia contratto ad aprile del 3,3% portando il quadrimestre a -2,3% dal -2,1% registrato nei primi tre mesi dell’anno, il più antico medium elettronico ha continuato a crescere, aumentando anzi la corsa (+10,2% ad aprile, +8,6% sul quadrimestre). Lo ha reso noto Nielsen, secondo cui, aggiungendo la stima della raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe i quattro mesi a +0,3% da +0,5% nel primo trimestre. La frenata di aprile, causata anche da fattori di calendario (feste pasquali) e definita da Nielsen un "rimbalzo negativo" dopo la crescita di marzo, si sente su tutti i mezzi a partire dalla Tv, che arretra del 2,8% dal +0,5% di marzo (-2,2% nel quadrimestre). Rallenta anche la stampa a -8% per i quotidiani e -8,3% per i periodici, con un dato cumulato gennaio-aprile rispettivamente a -7% e -5,3%. Si rafforza per contro, come detto, la radio, che si colloca +10,2% su un quadrimestre a +8,6%. Torna negativo Internet (-3,3% ad aprile, -2,6% nei quattro mesi) relativamente al perimetro monitorato in dettaglio da Nielsen, ma aggiungendo social e search (Facebook e Google) il digitale è stimato in crescita dell’8,8% per il periodo da gennaio ad aprile. (E.G. per NL)

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