Radio digitale. DAB-S: royalties, gli abbonati pagheranno al posto di Sirius XM

(Radio Passioni) – Nuovi guai in vista per l’operatore satellitare Siurius XM, che dopo il merger deve poter contare sui flussi di cassa generati dagli abbonamenti per risolvare la sua non facile situazione debitoria. Ma conservare la fedeltà degli abbonati rischia di diventare problematico perchè dopo gli aumenti delle tariffe entrati in vigore nei mesi scorsi ora l’operatore ha preso una decisione che non risulterà troppo popolare: a partire dal mese prossimo Sirius XM trasferirà agli ascoltatori la tassa di circa due dollari attualmente versata per coprire i costi dei diritti sui brani musicali trasmessi, diritti che vengono percipiti non dagli autori ma dagli interpreti dei brani e dalle loro case discografiche. E’ la stessa tassa che discografici e cantanti vogliono imporre alle stazioni radiofoniche terrestri (con un progetto di legge molto controverso) e che le stazioni radio via Web e gli operatori di radio digitale come Sirius XM versano da tempo, tra l’altro con aumenti anche cospicui. Fino a oggi Sirius si sobbarcava il balzello. In questi giorni, un memo interno fatto circolare su Internet (ecco per esempio il testo pubblicato da Satellite Guys, un forum di appassionati) ha rivelato l’intezione di riversarlo su chi si abbona. Dopo aver salvato la sua azienda per il rotto della cuffia, con il prestito di un altro operatore satellitare, Liberty Media, per Mel Karmazin, audace e fortunato Ceo di Sirius XM, la fedeltà degli abbonati è una priorità assoluta. Quanta pressione potrà permettersi di esercitare su di loro? E se l’azienda dovesse fallire, chi trasmetterà i brani musicali le cui royalties vanno a rimpinguare solo le tasse dei discografici?
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