Radio digitale. Europa, in sei mesi venduti più di un milione di iPhone. Ecco perché molti già ritengono che lì stia il futuro della radio numerica

Mentre una ricerca Nielsen ci aiuta a scoprire le caratteristiche dell’utente tipo, si scatena l’interesse degli editori radio sulla veicolazione dei programmi su iPhone


1,1 milioni di utenti letteralmente conquistati nel giro di soli sei mesi. Una progressione di crescita percentuale costante a due cifre in pochi giorni. Cifre da capogiro che fotografano il successo dell’iPhone in Europa. Sono dati a dir poco impressionanti che descrivono una delle più brillanti operazioni di marketing della storia e che sono destinati a migliorare, dal momento che nel computo non rientrano quelle centinaia di migliaia di appassionati che si sono lanciati ad acquistare il nuovo iPhone 3G, lanciato contemporaneamente in 21 Paesi diversi poco più di una settimana fa. Ma qual è l’identikit del fanatico dell’ultimo gioiellino di casa Apple? Nielsen Media Research ha fatto qualche indagine e a scoperto che ad acquistare il super telefonino sono sostanzialmente degli uomini, al di sotto dei 35 anni, molto probabilmente single. Niente di preoccupante però: questa ricerca ci illustra quanto mirate ed efficaci siano state le strategie di comunicazione di Steve Jobs. L’iPhone ormai più di un telefonino è un vero e proprio status symbol. Certo ne vengono apprezzate le caratteristiche tecniche (accesso veloce al mobile internet, il player mp3, la funzionalità Wi-fi, la qualità della fotocamera integrata e la possibilità di ascoltare radio diffuse in streaming), ma sono soprattutto elementi a dir poco imponderabili a spingere questi “ragazzoni” europei all’acquisto di un prodotto che promette miracoli destinati ad incidere anche sul più vasto panorama delle comunicazioni di massa. Una delle funzionalità più interessanti di iPhone, dopo quella di poter leggere i quotidiani in tempo reale (il Corriere.it si è già attrezzato con un layout grafico perfetto per lo schermo iPhone) è infatti quella di poter ascoltare le stazioni radio (già) diffuse in streaming. Altro che improbabili ed anacronistiche sperimentazioni con tecnologie esoteriche: gli editori si sono accorti che non vale la pena buttare soldi per testare formati diffusivi senza speranza, con zero apparecchi riceventi sul mercato ed area d’ascolto limitata a pochi centri abitati. Con iPhone si può essere ascoltati dovunque e immediatamente (per ora) da 1,1 mln di utenti (in progressiva crescita) a costi ridicoli. Un accesso peraltro virtualmente illimitato. Altro che mux da 6, 10 o anche (si fa per dire) 100 posti: qui si parla della possibilità di sintonizzare migliaia (migliaia!) di stazioni. Il futuro della radio digitale è arrivato. Sarà il caso che qualcuno in Italia si svegli dal letargo. (Davide Agazzi per NL)

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