Radio, RAI. Sindacati: scelta di sottrarre spazio a digitale radio su tv per potenziare HD, la dice lunga su considerazione mezzo

"Il rilancio di RADIORAI non può più attendere perché è un mezzo di diffusione che sostanzia e contribuisce a connotare la nostra azienda in quanto servizio pubblico".

E’ quello che il Segretario Generale del Libersind Conf.sal Giuseppe Sugamele ha sottolineato al Direttore Generale della RAI durante il breve incontro di martedì 15 u.s. L’episodio della cancellazione di alcuni canali di RADIORAI distribuiti sulle frequenze del digitale terrestre per recuperare banda trasmissiva necessaria alle trasmissioni televisive in HD, "la dice lunga sulla necessità della completa ristrutturazione tecnologica della Radiofonia RAI ad iniziare dalla rete di trasmissione ed al passaggio al DAB", spiega il Libersind. "Non possiamo nasconderci che l’attuale diffusione di RADIORAI soffra di notevolissimi problemi che ne minano alla base la corretta ricezione sul territorio, ne limita la quantità dei canali diffusi, ne limita la raccolta pubblicitaria, problemi risolvibili solo con una decisa azione di rilancio infrastrutturale con il passaggio al digitale radiofonico e alla qualità che ne consegue. Deve cadere una volta per tutte la “foglia di fico” in merito alla scarsa diffusione dei ricevitori DAB. Oggi i produttori propongono radio e autoradio DAB compatibili a costi irrisori e se in Italia tale servizio fosse avviato, in breve tempo ci sarebbe motivo per acquistare da parte dell’utenza i ricevitori adatti. O forse qualcuno vagheggia, per non dire caldeggia, di appoggiare in futuro la radiofonia della RAI su reti TLC di proprietà di altri operatori? Si intende questo per Media Company? Noi pensiamo che riguardo alla diffusione dei segnali radiotelevisivi, la RAI debba rimanere fedele al suo core business, cioè continuare ad essere la più grande azienda Broadcasting del Paese, una forza che esprime con il possesso di RAI WAY. Il Libersind Conf.sal ritiene che i lavoratori di RADIORAI, attraverso il sindacato, così come hanno iniziato a fare i colleghi giornalisti dell’Usigrai, si debbano mobilitare, farsi sentire e chiedere a gran voce che la radiofonia della RAI ritorni ad avere il ruolo che gli compete nell’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo del nostro Paese. Il Libersind Conf.sal considera il tema del rilancio infrastrutturale della radiofonia "un tema centrale da porre con decisione nei prossimi confronti con il Direttore Generale della RAI". (E.G. per NL)
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