RadioTv Forum. Radio e tv locali chiedono a Governo più attenzione. Ma risposte sono vaghe, di circostanza, se non contraddittorie

Si è tenuto a Roma, martedì 25 e mercoledì 26 maggio, il RadioTv Forum, l’appuntamento organizzato dall’associazione Aeranti-Corallo, giunto quest’anno alla quinta edizione.

E’ stato il viceministro al MSE con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, a tagliare il nastro e ad aprire i battenti della manifestazione, che si è quasi esclusivamente incentrata – come era ovvio che fosse  – sul digitale terrestre. "Con lo switch-off della regione Sardegna e l’avvio della transizione nella Val d’Aosta, nel Piemonte Occidentale e nel Trentino Alto Adige, – ha esordito Marco Rossignoli, coordinatore dell’associazione – la televisione digitale terrestre è diventata un fatto concreto. Anche in ambito radiofonico, la recente approvazione da parte dell’Agcom del nuovo regolamento per la radiofonia digitale ha aperto la strada per l’avvio delle trasmissioni Dab+ e Dmb in Italia". Nel corso del suo intervento, Rossignoli ha poi sottolineato come il comparto televisivo locale stia attraversando un momento di intensa difficoltà e di forte preoccupazione (praticamente tutti hanno registrano una forte disillusione e un senso di scoramento degli editori locali presenti), per via delle implicazioni politiche, tecniche e giuridiche connesse al passaggio al digitale. "Vi è infatti grande incertezza – in relazione alle frequenze disponibili – sull’effettiva possibilità per tutte le tv locali di diventare operatori di rete nei rispettivi ambiti territoriali", ha detto Rossignoli stimolando uno degli argomenti più spinosi, quello della recente ipotesi di consorzi tra emittenti locali per la gestione degli insufficienti multiplexer a disposizione nell’area tecnica 3 ed in particolare in Lombardia. Altro aspetto critico della migrazione risiederebbe, secondo il coordinatore di Aeranti-Corallo, nella problematica della numerazione automatica dei canali (cd. LCN), che rischia di minare la visibilità acquisita dalle emittenti nel corso degli anni. Mercoledì si è, poi, tenuta la tavola rotonda sul tema "Misure di sostegno e provvidenze editoria per il settore radiotelevisivo locale", alla presenza di Rossignoli (che è anche presidente di Aeranti), di Luigi Bardelli (presidente dell’associazione Corallo), del responsabile della Comunicazione del Pd, l’ex ministro Paolo Gentiloni, di Giovanni Rossi della Fnsi, Roberto Pellegrini del Corecom e Rosario Donato della Frt. Il problema sollevato è stato quello dell’abolizione delle provvidenze per l’editoria (limitate alle riduzioni delle tariffe telefoniche). "Comprendiamo le problematiche del bilancio dello Stato – ha detto, ancora, Rossignoli – nell’attuale delicato momento di crisi economica, ma dobbiamo rilevare, con grande disappunto che le provvidenze per l’editoria per l’emittenza locale sono state sostanzialmente azzerate, peraltro con efficacia retroattiva al primo gennaio 2009". Gli ha fatto eco Bardelli: "Si è preferito mantenere i contributi alle testate di partito piuttosto che prendere in considerazione il comparto dell’emittenza locale, che mantiene un fortissimo legame con il territorio e garantisce peraltro l’occupazione a 2000 giornalisti. Occorre che la politica s’impegni a dare certezze al settore". Ma la manovra finanziaria del Governo per recuperare 25 miliardi di euro attraverso tagli e risparmi la dice lunga sulle possibilità concrete di un ripristino delle provvidenze. (G.M. per NL)
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