Rassegna stampa sul digital radio

In questi ultimi giorni è arrivata una serie di notizie interessanti sulla radio digitale, i cui diversi standard, terrestri e satellitari, continuano a guadagnare in visibilità tra gli addetti ai lavori e gli operatori economici


da Radio Passioni

Minore è la visibilità tra il pubblico dei potenziali ascoltatori, almeno fuori dall’ambito quasi esclusivamente americano di HD Radio e della radio satellitare. Non è un paradosso irrisolvibile, spesso una novità tecnologica deve conquistare la sua fama partendo dall’alto, da chi può investirvi del denaro. Però non si deve nemmeno esagerare. Con Digital Radio Mondiale per esempio arrivano due notizie quasi in contemporanea. Secondo il giornale economico bulgaro Dnevnik, riportato da Media Network e segnalato sul Medium Wave Circle da Renato Bruni, l’Authority di Sofia sarà probabilmente la prima ad autorizzare una licenza decennale per una stazione radiofonica DRM in grado di coprire Sofia, la Bulgaria, l’Europa Occidentale e (sic) gli Stati Uniti. Con un po’ di sforzo potrà arrivare su Plutone. La licenza verrrà assegnata al miglior offerente nel corso di una gara che si terrà a fine giugno (le domande vanno presentate entro il primo giugno). Il regolatore bulgaro è conscio del fatto che in Bulgaria di radio DRM “ce ne sono poche”, scrive Dnevnik. E anche in Gran Bretagna ce ne sono pochine, se è vero, come è stato riferito sul gruppo di discussione di BDXC, che Roberts continua a rimandare l’uscita commerciale del ricevitore DRM40.
Notevole il numero di citazioni del comunicato stampa che Ibiquity ha rilasciato il 6 aprile in ordine al primo HD Radio European Forum. “Una settantina” di partecipanti si è ritrovata a Colonia a discutere di uno standard che potrebbe essere difficile da accettare persino nell’etere FM delle nazioni europee più progredite. Non ho trovato traccia del Forum su un sito Web dedicato ma nel comunicato Ibiquity apparso su diverse testate online, spicca il nome di RVR, la ditta italiana che aveva partecipato alla famosa prova di HD Radio a Lucerna e che è la prima azienda europea ad aver ottenuto una licenza ufficiale Ibiquity. Ora sembra che si appresti a lanciare un test in Polonia e che BMW si è detta interessata a integrare i ricevitori nelle sue automobili.
Nel frattempo, continua a crescere l’interesse locale nei confronti di FMeXtra. Mi ha scritto Giovanni Necchi, di Adven, per segnalarmi la presenza della sua azienda al prossimo RadioTv Forum organizzato da Aeranti Corallo a Roma, il 5 e 6 giugno prossimi, all’Hotel Melià sull’Appia antica. Adven presenterà FMeXtra con un test “live” e prossimamente, afferma Necchi, verranno caricati sul nuovo sito www.fmextra.it, nuovi documenti in PDF per approfondire questa tecnologia “a basso impatto”, che permette di trasmettere uno o più flussi digitali inseriti tra le sottoportanti di un segnale FM analogico.
Un gran ribollire di iniziative per la radio digitale terrestre, dunque. E quella satellitare? Già, come andranno le cose per il progetto Worldspace Italia (e per la fusione tra XM Radio e Sirius Satellite negli USA)? Secondo le ultime notizie Telecom sta realizzando la rete dei “gap fillers” terrestri che serviranno a Worldspace per andare a coprire le aree non direttamente illuminate dal cielo. Non si partirà prima del 2008, credo, e ancora non si sa bene come potrebbe reagire il pubblico italiano davanti a una offerta di radio a pagamento. Però dalla newsletter americana FMedia! giunge tramite DXLD una strana rivelazione: XM Radio avrebbe riconosciuto di aver commesso irregolarità con la propria rete di gap fillers, in alcuni casi superando la potenza consentita, in altri attivando impianti senza una regolare autorizzazione della FCC. Analogo comportamento sarebbe stato seguito da Sirius Satellite. Giustamente Glenn Hauser si domanda se tale violazione, se confermata, possa alla lunga portare alla revoca della licenza.

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