Rcs: pubblicati dati bilancio primi tre trimestri. Attenuato trend economico negativo. Free press no core. Radio bene ma problematica

“Nel terzo trimestre 2010 si confermano i segnali di attenuazione del trend economico negativo”, si legge nel documento redatto dal CdA di Rcs MediaGroup al termine della seduta in cui è stato approvato il bilancio dei primi tre trimestri dell’anno, e pubblicato sul sito del gruppo.

Tuttavia – prosegue il documento – non si evidenzia ancora una chiara inversione di tendenza, permanendo l’incertezza e la scarsa visibilità del quadro macroeconomico”. Che, tradotto in soldoni, vuol dire che nonostante i miglioramenti sensibili sul piano economico e della raccolta pubblicitaria, l’azienda dovrà continuare a tener d’occhio i bilanci e, magari, tagliare la spese sostenute in alcuni settori, definiti non core. Lo ha detto lo stesso Antonello Perricone, amministratore delegato del Gruppo, additando il gruppo Dada e i quotidiani free press come possibili candidati alla cessione. Nel documento si legge ancora l’esplicita intenzione del Gruppo di tagliare i costi e rivedere il modello di business. L’elaborazione del Piano triennale, che sarà presentato al CdA il prossimo 17 dicembre, non esclude, perciò, “la valutazione di revisioni del perimetro di Gruppo”, “rispetto alle attività ritenute non core ed anche alla luce delle prospettive dei rispettivi settori”.  Cioè: vendere per continuare la marcia verso la ripresa economica. I dati dei primi nove mesi del 2010 sono, comunque, incoraggianti: crescita  dell’1,4% dei ricavi consolidati (che, considerando il solo ultimo trimestre è del 3,7%), che ammontano a 1644,7 milioni di euro; crescita, allo stesso tempo, del 6%, per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria, con un’impennata addirittura del 9,2% a luglio, agosto e settembre, rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso. Leggero calo, invece, per quanto riguarda i ricavi diffusionali, attestatisi a quota 903 milioni, contro i 921 dello stesso periodo dell’anno passato. Il piano triennale, che sarà presentato a dicembre, potrebbe quindi decidere di far saltare qualche testa. Quasi scontato l’addio a Dada, che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con perdite per 4,5 milioni per quanto concerne la raccolta pubblicitaria. Altrettanto probabile la vendita o, addirittura, la chiusura dei free press (City e Urban), che hanno fatto segnare un -5,1% sui ricavi. In proposito Perricone è stato chiaro: dovesse chiudere qualcuno dei concorrenti potremmo pensare di chiudere anche noi. Capitolo radio. Nel 2007 Rcs ha acquistato una forte quota azionaria del Gruppo Finelco di Alberto Hazan e, nel 2009, ha rinnovato l’accordo, acquisendo nuove quote e rimandando la scadenza dello stesso al 2014, quando il Gruppo editoriale potrebbe acquistarne in toto le azioni. Come riportato da ItaliaOggi di qualche giorno fa, però, il rapporto tra Hazan – ancora azionista di maggioranza – e i vertici di Rcs non è dei migliori, ragion per cui si potrebbe decidere di comune accordo il ritorno di tutto il pacchetto azionario nelle mani del creatore di Radio 105. Questo, nonostante, al contrario di quanto accade in casa Dada e con le free press, i dati relativi a Finelco siano tutt’altro che negativi. Alla fine del primo semestre di quest’anno, infatti, il Gruppo aveva fatto segnare una crescita dei ricavi consolidati ben del 10,9%, passando dai 38 milioni di un anno prima a 42,2 milioni. Anche i ricavi pubblicitari avevano fatto registrare un balzo in avanti del 20%, superiore alla media del mercato, ferma al 14,6%. Ma, evidentemente, non è solo una questione di numeri. I rumors parlano di separazione, staremo a vedere. (G.M. per NL)
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