Riforma forense. Testo iniziale crolla sotto valanga emendamenti. PD: penalizzazioni eccessive per giovani e spinta a corporativismo

Il Pd chiede che la riforma della professione forense torni all’esame della commissione dal momento che il dibattito in Aula ha messo in luce due visioni opposte dell’ordinamento forense.

E’ stata la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro a formulare la richiesta in Aula e a spiegarne, in una successiva conferenza stampa, il senso delle proposte emendative messe a punto dal suo gruppo. ”E questa – ha spiegato Anna Finocchiaro – e’ una conferenza del gruppo e non di Anna Finocchiaro. Si torni a discutere della riforma della professione forense in commissione perche’ l’esame d’Aula ha messo in luce l’esistenza di due visioni opposte dell’ordinamento forense, come si ricava dalla valanga di 730 emendamenti, con votazioni, come si e’ visto, che possono essere anche del tutto casuali, con il risultato che alla fine esca un obbrobrio nel quale nessuno di noi potra’ riconoscersi”. Incontrando i giornalisti nella sala del direttivo del gruppo, Finocchiaro ha enumerato i punti qualificanti dell’attivita’ emendativa del Pd: estendere le norme sulla maternita’ e sulla paternita’ alla professione forense; superare la riserva di esclusiva degli avvocati professionisti, riconoscendo, per esempio, a un giovane brillante la possibilita’ di attivita’ extragiudiziale anche senza l’iscrizione all’Albo; abolizione delle tariffe minime, per consentire ai giovani di giocare sulla competizione; il Pd chiede la soppressione al governo della norma che vieta di svolgere contemporaneamente il tirocinio presso uno studio legale e un impiego pubblico o privato. A giudizio del Pd, spiega Anna Finocchiaro, si tratta di riconoscere ai giovani tirocinanti le stesse prerogative riconosciute, per esempio, ai medici per i quali si considera la frequentazione in corsia, durante l’ultimo anno di Universita’, alla stregua del tirocinio. Si tratta, inoltre, aggiunge Finocchiaro ”di combinare insieme selezione rigorosa all’accesso e riconoscimento del merito e del talento, obiettivo che il Pd suggerisce di cogliere, con un emendamento, attraverso due prove scritte: una relazione su un atto giudiziario; un parere su una sentenza”. ”Si tratta di norme – spiega ancora Finocchiaro – esclusivamente votate a favorire il merito e a promuovere la selezione e la formazione dei giovani che vogliono intraprendere l’attivita’ di avvocato. Da un lato, insomma, c’e’ il testo del governo, preoccupato di tenere chiuso il recinto; dall’altro le nostre proposte che tendono ad aprire l’attivita’, offrendo a tutti le stesse tutele ma, soprattutto, le stesse chances”. Alle opposizioni che ieri hanno criticato le proposte del Pd, Finocchiaro replica e dice di preferire ”un ragazzo che si forma facendo tirocinio davvero a un ragazzo costretto invece a fare fotocopie”. A una domanda dei cronisti se sia possibile tornare alla filosofia dei decreti Bersani e prevedere, in via breve, l’abolizione dell’ordine degli avvocati, Finocchiaro risponde di non aver mai demonizzato gli ordini professionali ma di credere piuttosto che una serie di problemi possono essere meglio affrontati e risolti nelle Universita’ tornando a una selezione e a una formazione piu’ severa negli studi. (Asca)
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