Sei giorni di sciopero dei giornalisti di Focus (Gruner und Jahr Mondadori)

I giornalisti di Focus, il mensile più diffuso in Italia e a livello europeo, stanno attuando un pacchetto di sei giorni di sciopero


da Franco Abruzzo.it

Milano, 5 giugno 2008. I giornalisti di Focus, il mensile più diffuso in Italia e a livello europeo, stanno attuando un pacchetto di sei giorni di sciopero. La protesta è partita il 3 giugno su mandato di tutti i giornalisti della casa editrice Gruner+Jahr/Mondadori che devolveranno parte delle loro giornate lavorative a sostegno dei colleghi della testata ammiraglia del gruppo, in sciopero per la risoluzione dei problemi comuni. Tutte le testate effettueranno anche il blocco degli straordinari. I giornalisti lamentano più di un anno di relazioni aziendali molto difficili, con diversi attacchi sul piano normativo, a cominciare dai limiti sulle forfetizzazioni dei caporedattori, l’utilizzo improprio di alcuni giornalisti per più testate, casi di demansionamento e la pretesa dell’ufficio del personale di imporre una disciplina delle ferie diversa da quella regolata dal contratto e da decreti legge. Si lamentano anche la mancata applicazione di una delibera dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia che ha riconosciuto il praticantato a una photo editor. E troppi casi di mancata informazione preventiva agli organismi sindacali interni su nuove iniziative editoriali e utilizzo degli organici. A fare alzare la conflittualità, il recente rifiuto dell’Azienda di arrivare a un accordo di intenti sia sugli organici di Focus, dove fra l’altro non si sostituisce chi viene mandato in altre testate, sia sugli organici previsti per nuove iniziative editoriali. L’Azienda motiva tale rifiuto con il calo di vendite in alcuni segmenti di mercato. I giornalisti rilevano che nel 2007 l’utile netto della casa editrice è stato pari al 20 per cento del fatturato, e ritengono che un giusto dimensionamento delle redazioni nei settori più produttivi e nelle nuove iniziative sia importante non solo per mantenere la qualità, ma anche per la mobilità interna. Il Cdr della G+JM (da www.fnsi.it)

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