Sky rinuncia ad entrare in Auditel: poca trasparenza

L’emittente satellitare denuncia il conflitto d’interessi presente nella società di rilevazioni


Niente ingresso nell’Auditel per l’emittente televisiva satellitare, di proprietà del magnate Rupert Murdoch. Le motivazioni sono chiare, al contrario dei dati forniti dalla società di rilevazioni italiana, definiti dai vertici di Sky “poco chiari” e “viziati da un conflitto d’interessi che sarebbe bene superare”. Ed è proprio questa la ragione per cui la pay-tv si rifiuta di entrare a far parte del sistema di rilevazioni, ad avviso dei propri dirigenti, soggetto ad un’evidente influenza da parte dei due poli della televisione analogica tradizionale: Rai e Mediaset. E’ bene ricordare che la struttura societaria di Auditel, costruita in tal modo per risultare il più imparziale possibile, si compone di un gruppo dirigenziale suddiviso in tre filoni: uno facente capo alle tv private (Mediaset, RTI, La7, Frt), uno alla Rai ed uno all’ Associazione Utenti Pubblicitari. Proprio in questo tipo di strutturazione societaria risiedono i dubbi di Sky riguardo l’adesione o meno al suddetto sistema, dubbi tramutatisi, negli ultimi giorni, nella certezza del rifiuto a far parte della società “fino a quando i dati non saranno chiari e trasparenti”. “Si tratta di un’anomalia italiana”, protestano da Sky, “in contrasto con le linee guida internazionali per una corretta gestione delle analisi d’ascolto. Il panel utilizzato da Auditel è costruito in funzione della televisione analogica tradizionale. Questa scelta appare, oltretutto, in netto contrasto con lo sviluppo della televisione digitale in Italia”. Sky Italia, quindi, mantiene la propria autonomia e non entra a far parte di Auditel, continuerà a gestire in proprio le rilevazioni dei dati d’ascolto che la riguardano. Indignazione, però, giunge dai vertici della società di rilevazione, per bocca del proprio presidente, Giulio Malgara. “Sono inaccettabili le accuse di poca trasparenza dei dati, di arretratezza del sistema e di conflitto di interessi, dal momento che Auditel presidia responsabilmente l’area degli investimenti pubblicitari in modo autorevole e imparziale, producendo dati precisi, chiari e trasparenti”. Prosegue stizzito Malgara, “oltretutto Sky è presente dal 2003 nel nostro comitato tecnico, con un validissimo contributo e nel pieno rispetto delle linee di indirizzo dell’Autorità Garante nelle Comunicazioni”. Già, proprio l’Autorità Garante, in concomitanza con l’Antitrust, ha definito, invece, il sistema di Auditel di “scarsa affidabilità” e “da riformare”. Forse sì, allora, vi è un forte bisogno di chiarezza e trasparenza. E non soltanto in merito ai dati Auditel, ma anche riguardo evidenti difetti di comunicazione tra questi importanti enti che regolano un mercato economicamente (e non solo) così importante e così florido. (G.C. per NL)

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