“Telecamere con vista” – Il Garante interviene nei confronti di un Comune

Garantire la sicurezza di un quartiere non giustifica la presenza di telecamere che, anche in modo occasionale e involontario, riprendano interni di abitazioni private, violando in questo modo la privacy dei cittadini che vi risiedono


É quanto stabilito dal Garante nel provvedere (relatore Mauro Paissan) sulla segnalazione di un cittadino che riteneva leso il proprio diritto alla riservatezza dalla presenza di diverse telecamere installate dal comune in prossimità del proprio stabile e in grado di “guardare” fin all’interno delle abitazioni.
Le telecamere, come dichiarato dal comune, erano state posizionate, oltre che per monitorare il traffico, anche per esigenze di maggiore sicurezza dei cittadini, tutela del patrimonio e controllo di determinate aree.
In un primo momento il comune aveva comunicato che l’impianto era programmato in modo da non riprendere edifici privati ed era comunque in grado, attraverso un sistema di mascheratura dinamica delle finestre, eventualmente riprese, di garantire la riservatezza delle persone. Tuttavia dopo aver visionato alcune foto presentate dal ricorrente, l’Autorità ha disposto un sopralluogo dal quale è emerso che il tipo di telecamera installata (“Dome”) permette facilmente zoom, brandeggio e identificazione dei tratti somatici delle persone che vengono riprese. Pur non essendo posizionate in direzione delle abitazioni, il sistema consente a qualsiasi operatore, che abbia accesso diretto al server, di spostare le telecamere nelle diverse angolazioni e operare così un’intromissione ingiustificata nella vita privata degli interessati.
Valutati questi elementi il Garante ha stabilito che, per utilizzare lecitamente il sistema di videosorveglianza, il comune deve adottare ogni accorgimento volto ad evitare la ripresa di persone in abitazioni private; dovrà delimitare, quindi, la dislocazione, l’uso dello zoom e, in particolare, l’angolo visuale delle telecamere in modo da escludere ogni forma di ripresa, anche quando non c’è registrazione, di spazi interni di abitazioni private, attraverso eventuali sistemi di settaggio e oscuramento automatico, non modificabili dall’operatore. Il comune dovrà integrare inoltre il modello di informativa indicando, oltre al monitoraggio del traffico, le finalità di sicurezza e di controllo di sua competenza.

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