Tetto pubblicità pay-tv: passa lo straniero. Dietro-front del governo: decreto, ma senza parte che riguarda limite più basso (del 12%)

Doppio successo per Sky. Ricevuta l’autorizzazione dal MSE-Com, stasera parte Cielo sul vettore DTT Rete A (Gruppo L’Espresso), mentre Sky Italia tira un altro sospiro di sollievo alla notizia che il viceministro al MSE Paolo Romani starebbe ripensando ai tetti pubblicitari per le pay-tv nel decreto che sarà presentato al cdm di domani.

A quanto si è appreso il decreto, inserito alla direttiva Ue Tv senza frontiere, sopravvivrebbe, ma dopo una ampia sforbiciata e comunque senza la parte che riguarda un limite più basso (12%) per le pay tv. Il cambio di rotta di Romani sarebbe dovuto, sostanzialmente, a due motivi. Il primo è che il ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi avrebbe sottolineato l’eccesso di delega per il provvedimento sulle tv inserito appunto nella direttiva Ue; il secondo discende dalle perplessità del sottosegretario Gianni Letta, che avrebbe rimarcato – come avevamo evidenziato ieri su queste pagine – che stante la delicatezza della materia, sarebbe stato poco opportuno far riaprire contenziosi sul tema del conflitto d’interessi e di tv. Intanto esulta il PD, che aveva duramente contestato il progetto di decreto ritenuto pro Mediaset. Così Paolo Gentiloni: "Bene l’eliminazione dal decreto dell’operazione sui tetti pubblicitari Sky. Ora mi auguro che le stesse preoccupazioni, sia per l’eccesso di delega evidente nella bozza di decreto, sia per l’altrettanto evidente conflitto di interessi, portino a eliminare i numerosissimi altri articoli che è inaccettabile consegnare a un decreto attuativo della direttiva sul ‘product placement’".
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