Tv. Canale 5 gioca in difesa accontentandosi degli ascolti e mira ad un rilancio della programmazione dopo il Festival di Sanremo

Zelig, Italia’s Got Talent e per la fiction Il Tredicesimo Apostolo, sono attualmente le punte di diamante dell’ammiraglia Mediaset, che adotta una strategia attenta ai dati di bilancio e con una scarsa propensione per il rischio.

La partita, per il direttore di Canale 5 Massimo Donelli, si gioca su di una programmazione oramai sperimentata nelle fasce pomeridiane e pre-serali, caratterizzata da format ad altro rendimento e costi relativamente bassi, con una prima serata orientata su "zone temporali di palinsesto in cui schiacciare di più il pedale e altre in cui sollevare un po’ il piede", per giunta rinunciando anche in quest’ultima parte dell’inverno alla tradizionale vocazione, proponendo film anche al terzo o quarto passaggio sul piccolo schermo. Il manager del Biscione lo racconta ad Italia Oggi (10/01/2012, p. 21), evidenziando la scelta dell’azienda di mantenere il bilancio in utile in tempi di vacche magre (forse, complice anche il maxi risarcimento disposto dalla Corte d’Appello di Milano alla CIR di De Benedetti), anche a costo di devolvere alla concorrente RAI un po’ di audience in questa prima fase della stagione televisiva. Già, perché la Tv di Stato pare non abbia particolare riguardo al proprio conto economico, proponendo programmi nei quali corrisponde lauti compensi agli allievi-star di Ballando con le Stelle (il tradizionale sabato sera di RAI 1 da qualche settimana a questa parte), dopo aver fatto cassa con il fortunato show di Fiorello. Certo, le perle non mancano neanche a Canale 5 che ha chiuso il mese di dicembre consolidando i successi di C’è Posta per Te e di Io Canto, per i quali sono stati trasmessi anche alcuni "Il meglio di…", che hanno traghettato il palinsesto di Mediaset verso l’avvio di nuovi programmi ora in onda. mediaset%20premium%20tessera - Tv. Canale 5 gioca in difesa accontentandosi degli ascolti e mira ad un rilancio della programmazione dopo il Festival di SanremoAnche la fiction ha registrato una battuta d’arresto, tanto che per Distretto di Polizia 11 si è registrato un allungamento dell’edizione offrendo agli ascoltatori (da un certo momento in poi e per un breve periodo) un solo episodio (invece che i tradizionali 2), seguito dalla riproposizione del primo Squadra Antimafia Palermo Oggi.  Insomma prime serate importanti mixate con il la ripetizione di vecchi successi, sintomatiche di una certa crisi che serpeggia nella Tv nazionale privata, nella quale l’avvento del digitale terrestre sembra abbia puntato principalmente su repliche e reti all news. Vero, complice la crisi, ma complice anche un pubblico che oggi ancora strugge per reality appaganti le loro più recondite pulsioni voyeristiche (Grande Fratello in testa), con tutto l’indotto che tali spettacoli comportano. Ad ogni modo, il manager Donelli promette che, passate le libagioni del Festival di Sanremo, anche l’ammiraglia Mediaset acquisirà nuovo spolvero. Sarà quello uno dei punti zero dell’anno televisivo del Biscione, nel quale riprenderà la trasmissione Scherzi a Parte, si dice prenderanno avvio le fiction Famiglia Italiana ed il Clan dei Camorristi, ritroveremo il serale del talent show Amici e farà ingresso Giorgio Panariello nella famiglia del Cavaliere con un nuovo spettacolo. Dati alla mano, quindi, il fatturato pubblicitario non dovrebbe disperdersi, ma semplicemente ed in pratica tenderà (speriamo non d’ora in poi) a suddividersi sempre tra i monopolisti di fatto della Tv non a pagamento RAI e Mediaset, che con questa sorta di gentlemen’s agreement sembra proprio abbiano messo a punto una politica di cartello. Non si fanno la guerra l’un con l’altro, ma si spartiscono amichevolmente la torta. L’Italia, purtroppo, è ben lungi dal costituire un valido esempio della Tv del futuro, questo nonostante il digitale terrestre che assomiglia sempre più ad un autentico flop nel quale non si è riusciti a prescindere dagli interessi dei soliti noti. (S.C. per NL)
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