Tv digitale. Mediaset si sveglia. E investe 2 miliardi in contenuti

Dopo anni sonnacchiosi, in cui le tv generaliste hanno subito il contraccolpo dell’arrivo del digitale terrestre e della crisi di contenuti, Mediaset finalmente si è svegliata.

In questo periodo, in cui la proprietà di Mediaset ha avuto un po’ il piede in due scarpe, si è tentato più di tirare a campare e creare sinergie più a livello politico, tra il Biscione e la Rai, piuttosto che rinnovarsi sul piano dei contenuti. Ma, da quando Berlusconi non è più a palazzo Chigi e la Rai, pur tra mille problemi, sta tentando di ridisegnare il proprio management, i vertici di Cologno Monzese si sono probabilmente resi conto che l’unica maniera per restare a galla, scalzare nuovamente Viale Mazzini e proporre una soluzione un po’ ibrida tra la generalista classica e i nuovi modelli televisivi di nicchia, era quella di investire grossi capitali nei contenuti. Due miliardi di euro, è questa la cifra annunciata da Pier Silvio Berlusconi, nel corso della cena per la presentazione dei palinsesti autunnali, tenutasi a Cologno Monzese lo scorso 2 luglio. Due miliardi, alcune novità nelle programmazione, persino qualche azzardo (Celentano in concerto dall’Arena di Verone l’8 e 9 ottobre: chi l’avrebbe mai detto, su Mediaset!), alcuni accantonamenti importanti (Grande Fratello) e qualche ritorno, anch’esso estremamente importante (la Champions League e parte dell’Europa League): è questa la ricetta studiata da Pier Silvio e Confalonieri per risollevare l’azienda. Ma non solo. Il rilancio di Mediaset, come ovvio, non può non riguardare, in qualche modo, anche i progetti che riguardano Premium. Sempre secondo quanto affermato da Pier Silvio in conferenza stampa, sul versante Premium, per il futuro, Mediaset ha in serbo alcune collaborazioni importanti con grosse aziende televisive straniere. Non solo, l’esclusiva della versione digitale del Biscione per quanto concerne l’Europa League, il ritorno della Champions (con una partita settimanale, a scelta dell’emittente), ridisegnano un bel po’ le gerarchie in tema di diritti tv sul calcio. Se la Rai è totalmente tagliata fuori (e in pochi la rimpiangeranno, specie dopo le performance grottesche degli ultimi campionati europei), restano Mediaset e Sky. Sul campionato, così come lo scorso anno, sarà una gara sostanzialmente alla pari, con Sky in leggero vantaggio dal punto di vista degli abbonati. Sulle coppe europee, invece, è Mediaset (in chiaro e su Premium) a fare la parte del gigante. Grazie all’esclusiva sull’Europa League, infatti, e la partita di Champions del mercoledì sera, secondo Pier Silvio Berlusconi il vantaggio in termini di squadre all’attivo potrebbe essere di cinque o sei a due, nei confronti di Sky. Ed è proprio dal miglioramento dei rapporti con la tv satellitare che potrebbero arrivare i segnali più forti di ripresa. Sempre il numero due di Cologno Monzese parla di “scambi”, che “potrebbero avere un senso”. In particolare per quanto concerne la raccolta pubblicitaria: “dopo la sentenza del tribunale, che ci ha dato ragione”, Sky, infatti, potrebbe approfittare dei servigi di Publitalia per la sua raccolta. E, in cambio, sui canali Mediaset riprenderanno, dopo anni di gelo, gli spot della piattaforma satellitare. Insomma, nonostante la crisi generalizzata e quella degli investimenti pubblicitari, finalmente Mediaset ha capito che per uscire dal baratro occorre rischiare, investire, puntare sui contenuti e riprendersi lo sport. Oltre ad evitare guerre intestine con i concorrenti principali. Dopo anni di sonnolenza, quindi, Mediaset, apparentemente, ricomincia a correre. Tutto mentre a Viale Mazzini, nel frattempo, è notte fonda. (G.M. per NL)
 
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