Tv. Gli ascolti del Biscione soffrono. Ma la battaglia dei criptaggi contro Sky prosegue

Mediaset, nel mese di aprile e durante i primi giorni di maggio, ha subito cali di ascolti. Tale diminuzione è in parte imputabile ad eventi sportivi calcistici importanti trasmessi sulle reti concorrenti e alla presenza di vacanze che hanno indotto l’utente a uscire più spesso di casa.

Ma anche (e, per alcuni, soprattutto) alla strategia adottata dal gruppo milanese di consentire o meno la visibilità di certi programmi sulla piattaforma sat di Sky. L’affermazione di Piersilvio Berlusconi – “sono stanco di regalare Canale 5 a Sky” – ha del resto chiarito (semmai ce ne fosse stato bisogno…) lo stato delle relazioni con Murdoch. Come noto, la strategia adottata da Mediaset consiste nel criptare determinati programmi per i fruitori dei provider concorrenti, in particolare per quelle della News. Corp. Tuttavia, se fino al 10 maggio il gruppo di Cologno tendeva ad oscurare solo programmi specifici, come serie tv o eventi sportivi, dalla seconda decade del mese ha iniziato anche a criptare anche trasmissioni come Mattino cinque e Forum. Il risultato è stato che nel lasso di tempo tra il 10 e il 20 maggio, si è registrato un calo di audience di quasi un punto percentuale per entrambi i programmi rispetto al periodo 26 aprile – 6 maggio (rispettivamente – 0,95 e – 0,74). Unica esclusa dalla campagna di oscuramento è stata TivùSat – anche se vale solo 250 mila decoder a fronte dei 4,7 milioni di apparecchi Sky e 1,8 milioni di ricevitori free sat – cioè la seconda piattaforma satellitare italiana lanciata da Mediaset in collaborazione con Rai (le quali detengono complessivamente il 96% del relativo capitale sociale) e Telecom Italia Media (4%) per sopperire ai problemi di copertura del DTT. Nonostante i risultati negativi, pare tuttavia che la strategia adottata da Mediaset proseguirà fino a quando il fastidio procurato al concorrente giustificherà l’autolesionismo. (M.C. per NL)
printfriendly pdf button - Tv. Gli ascolti del Biscione soffrono. Ma la battaglia dei criptaggi contro Sky prosegue