Tv: il Lazio si scalda, comincia (puntuale) la partita digitale

(Velino) – Presto la tv nella Capitale parlerà solo in digitale. Il 16 giugno prossimo, infatti, in tutto il Lazio (ad eccezione della provincia di Viterbo) RaiDue e ReteQuattro diranno addio alla tv analogica per trasferirsi sul digitale terrestre. E la stessa sorte toccherà – tra il 16 e il 30 novembre – a tutti gli altri canali della vecchia televisione. Una sfida davvero impegnativa, che richiederà un’imponente campagna informativa, sforzi economici e organizzativi ma soprattutto un’attenta pianificazione tecnologica sul territorio. Bisogna infatti sopprimere le frequenze ridondanti (i doppioni); coordinare all’occorrenza una stessa isofrequenza assegnandola nelle diverse province a più broadcaster; e comunque l’imperativo categorico sarà accontentare le istanze di oltre 60 tv locali che ora trasmettono nel Lazio a livello provinciale e regionale. Un’operazione che grazie alla distribuzione di ben 55 multiplex (cinque dei quali da mettere a gara competitiva entro l’anno) dovrebbe andare in porto con puntualità. E questo nonostante qualche grattacapo lo stiano dando le interferenze del Lazio con la Corsica (la Francia otterrà almeno otto frequenze) e le richieste legittime del Vaticano (che ne avrà tre). Una ventina di frequenze, poi, andranno ai broadcaster nazionali… “Escludo ritardi – ha confermato al Velino Tullio Camiglieri, direttore relazioni esterne dell’associazione digitale Dgtvi – nel Lazio tutto procede molto bene, ed è efficace la collaborazione con la regione e il comune. Ad oggi non c’è motivo – ha concluso – per ipotizzare slittamenti delle date previste”.  In tempi di crisi, però, non sarà facile convincere la popolazione (2.650.000 i residenti solo nella Capitale) a fare la spesa nei negozi di elettrodomestici per acquistare una tv con apparecchio integrato o semplicemente un decoder. Per questo è imminente la distribuzione nel Lazio di contributi di 50 euro agli over 75 in regola con il canone Rai e con un reddito annuo inferiore ai 10 mila euro. Uno sforzo che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha promesso alla Conferenza nazionale per il digitale terrestre. “Faremo di tutto per coprire il costo dei decoder per i più deboli anche con finanziamenti comunali. Il 10 per cento della popolazione romana avrà il decoder gratis. Importante – ha concluso – è che ci sia anche certezza sugli standard tecnologici da adottare per evitare i problemi verificatesi in Sardegna”. “Una partita doppia che ci porta dritti nel cuore della tv – l’ha definita invece il presidente della Regione, Piero Marrazzo -. Da un lato sosterremo il cittadino-consumatore, dall’altra saremo al fianco delle piccole e medie imprese. Inoltre – ha concluso – servirà una campagna d’informazione mirata da realizzare in accordo con l’esecutivo”.
printfriendly pdf button - Tv: il Lazio si scalda, comincia (puntuale) la partita digitale