Tv. Il medio oriente (ri)parte all’attacco: Al Jazeera in marcia verso il vecchio continente

La Francia dovrà essere pronta ad innalzare palizzate difensive: la tv del Qatar sbarca nei suoi confini proponendo due nuovi canali, che si affiancano alla programmazione di beIn.

Nata nel 1996 da un’idea del giovane emiro del Qatar Sheikh Khakufa al-Thani, fino al 2001 l’emittente televisiva era poco conosciuta: poi l’attentato alle torri gemelle ha accresciuto notevolmente la sua importanza nel panorama mondiale dell’informazione. Al Jazeera è già operante in Francia con la pay tv BeIn che con la sola programmazione calcistica ha superato il traguardo dei 1,7 mln di abbonati (il conveniente contratto mensile, che si aggira attorno agli 11 euro mensili, sta dando filo da torcere alla transalpina Canal+). I canali sportivi dell’emiro di Doha hanno fatto razzia di numerosi diritti sportivi: nel calcio sono stati acquisiti quelli della Ligue 1 (equivalente all’italiana serie A) per il periodo 2012-2016, tutte le partite dei prossimi mondiali in Brasile oltre agli incontri di Euro 2016. Ora il colosso mediorientale si prepara a parlare anche ai telespettatori più piccoli con un canale kids (con questa strategia si configurerebbe così come la prima emittente araba sul Vecchio Continente ad attirare davanti agli schermi i ragazzi europei, con programmi a loro dedicati) e con una nuova piattaforma di intrattenimento. Le emittenti generaliste francesi dunque potrebbero a breve avere un altro nemico da combattere nel proprio territorio (in autunno, come ricorderanno i lettori, è previsto il possibile sbarco di Netflix, società statunitense che propone lo streaming on demand con un abbonamento di pochi dollari mensili, già presente in molti stati del Vecchio Continente). L’emiro sta investendo anche nel mondo radio con la Qatar Foundation Radio che si interessa di economia, finanza, cultura e letteratura (con un’edizione inglese e una in lingua araba): al momento le frequenze vengono trasmesse solo nel mondo medio-orientale, ma non è da escludersi una futura apertura in Occidente. D’altronde la politica di espansione del Qatar punta sui media per far conoscere ai paesi vicini il volto moderato dell’Islam: l’obiettivo sarebbe quello di sostituire l’economia incentrata sul petrolio, con un modello basato sulla trasmissione di informazioni tramite il network di news coordinato da Al Jazeera. La famiglia reale inoltre, per la propria auto-promozione, sta avviando campagne pubblicitarie e progetti culturali per incentivare e incrementare il turismo nazionale (sono stati creati un progetto per la costruzione a Doha della più grande biblioteca islamica e un altro di ristrutturazione della zona vecchia della capitale qatariota). (V.R. per NL)
 
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