Tv. La7, prove tecniche di polo alternativo: informazione di qualità, ma intrattenimento debole. Il successo è dietro l’angolo, ma errori strategici non sarebbero perdonati

Il mercato televisivo parla da settimane del successo de La 7, cercando di capire i segreti che la rendono la tv modello del momento, dalla quale attingere ed ispirarsi.

Dopo la recente presentazione dei palinsesti autunnali, è evidente come La 7, attraverso il suo potenziamento editoriale e le sue novità, potrebbe diventare una minaccia per il duopolio RAI-Mediaset. Infatti, la rete di Telecom Italia Media, con il dimostrato progetto di sviluppo editoriale (in parte già attuato), potrebbe seriamente insidiare ascolti e conquistare uno spicchio di pubblico impegnato, assumendo le sembianze e i connotati di una Raitre orientata commercialmente. Infatuare e fidelizzare un prototipo di spettatore del genere non è il risultato di un palinsesto eterogeneo, quanto di un layout incentrato sull’informazione: il boom del tg di Enrico Mentana, la certezza per maggio 2012 di Roberto Saviano e Fabio Fazio, nonché l’ipotesi dell’arrivo di Michele Santoro, sono segni tangibili del target di TIMB. Il contenuto culturale ed informativo è tanto potente e saldo da essere immediatamente premiato o punito dallo share: quando La 7 smette di comunicare informazioni, l’ascolto cala e torna ai livelli del passato, attorno al 2%. Le news pesano più dell’intrattenimento, ma questo sbilanciamento, seppur dettato da una scelta strategica, potrebbe non essere la soluzione migliore per presidiare in maniera significativa il panorama tv italiano, complesso e subdolo: secondo alcuni osservatori qualificati, la rete rischia di soffocare senza un lancio ed un respiro di intrattenimento. È da qui che partono le promesse di TIMB: integrare e differenziare l’offerta televisiva, affinché venga arricchito il day time, non più totalmente alle dipendenze dei contenuti informativi. Sennonché, l’intrattenimento, per quanto prezioso e desiderato, stenta a decollare: emblematico è il flop di Geppi Cucciari, con il programma G-Day, il quale con fatica evita la fuga degli spettatori verso altri canali. Nonostante lo sviluppo ed il successo, La 7 è sicuramente in una fase di crescita, nella quale l’offerta televisiva non può rimanere statica, ma deve seguire l’agilità della società per poterne soddisfare i gusti e le esigenze. Sicuramente il telespettatore de La 7 chiede e desidera un’informazione pulita, chiara, sincera e soprattutto libera da logiche e politiche intrinseche. Ma la chiave di un successo pieno sta nell’individuare come intrattenere (oltre che informare) questo prototipo di persone. La soluzione è combinare la certezza dell’informazione con il bisogno di intrattenimento, affinché la filosofia della rete non si limiti a veicolare informazioni, quanto creare contenuti più leggeri, ma pur sempre figli della mentalità della rete. (C.S. per NL)
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