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Tv locali, Sardegna. Sul mux di Sardegna 1 parte Eja Tv, una vera novità per la regione. Un’emittente che vuol essere la voce di tutti i sardi e delle aziende dell’isola

Eja Tv

La notizia stavolta c’è – specie per questo periodico, attento a quel che si si muove in quest’isola – ed è proprio interessante, perché il fatto che in Sardegna sia nata una nuova emittente sul digitale terrestre, Eja Tv, è così rara e inconsueta che viene voglia di festeggiare ‘a prescindere’, per così dire, perché per una volta non si parla di chiusure o tagli fra le (ormai poche) Tv dell’isola ma di una nuova iniziativa che parte. In più l’emittente non sembra di quelle ‘di poco conto’ ma appare anzi molto ambiziosa e diversa dal solito, anche se – s’intende – questo non è di per sé garanzia di successo.
Prima la notizia, naturalmente. Eja Tv va in onda dal 31 dicembre alla numerazione 172 del digitale terrestre sardo nel mux di Sardegna 1 (canale 39 UHF) e nasce dalla collaborazione tra Sardex e Terra de Punt, di cui diremo. La sede è in via Galassi 2 a Cagliari. Prende il posto di Sardegna 2 7 Gold e in realtà era già attiva come ‘street tv’ da alcuni anni. Viene presentata ai sardi come “sa Tv de sas limbas de Sardigna, sa Tv de sos sardos” (“la Tv delle lingue della Sardegna, la Tv dei sardi”).

La programmazione si articola su vari ‘filoni’ (loro li definiscono ‘canali’); vediamone alcuni: Sport, con campionati dilettantistici; Novas, canale informativo; Entula, canale dell’arte; Sonos, canale di musica; Lugore, canale dello spettacolo e dell’intrattenimento; Terra, canale dedicato all’agricoltura, allevamento e all’ambiente; Astros, canale della scienza e tecnologia; Siendas, canale dedicato alle aziende; Cinema, canale dedicato non solo ai film ma anche ai cortometraggi ed al backstage; Innovas, canale dedicato al Sardex (di cui diremo); Cagliari Calcio, canale ufficiale dedicato alla squadra rossoblù; Sardegna Teatro, ovvero streaming Tv dal Teatro Massimo di Cagliari.
In effetti la Tv ha origini ancora più lontane. Tore Cubeddu, ideatore del progetto, ne parla così su sardex.net: “Eja Tv nasce 7 anni fa dall’idea di realizzare un canale televisivo che parlasse ai sardi nelle lingue della Sardegna e che fosse partner delle tante aziende che lavorano in Sardegna. Questo progetto è stato presentato varie volte, ma è stata Sardex ad appassionarsi subito all’idea e a vedere un’opportunità soprattutto per le aziende del circuito. L’1 di agosto 2014 è partita ufficialmente Eja Tv con la fondazione del consorzio, di cui fanno parte l’azienda Terra de Punt e Sardex srl, con l’idea di includere sempre più aziende e operatori del settore”.

La street tv derivava dal fatto che Eja Tv collaborava (e collabora) strettamente col Teatro Massimo, aveva realizzato degli studi ‘in vetrina’ nel complesso del Teatro e lì produceva trasmissioni che volevano essere ‘una finestra sulla città’, in collaborazione anche con l’agenzia di stampa Charta Bianca e con RadioX.
Sardex è un circuito di credito commerciale e un circuito di moneta complementare per le (piccole) aziende sarde, un fenomeno interessante ben diverso dalle criptovalute e che si basa sul sostegno reciproco fra imprese soprattutto di uno stesso territorio, un’idea che in Sardegna ha attecchito prima che nel resto d’Italia. Chiaramente l’idea è complessa e non possiamo qui approfondire, ma diciamo che nel campo della comunicazione può concretizzarsi nella realizzazione di prodotti culturali (televisivi e non solo) di qualità che siano anche funzionali alla promozione delle imprese e dei territori in cui esse operano.
Dal sito ejatv.com.sa apprendiamo che “l’obiettivo del progetto Eja è quello di riunire in un percorso coerente i circuiti e gli investimenti promozionali – sia interni sia esterni – delle singole aziende. Il progetto Eja intende offrire a tutte le aziende dei circuiti, ma anche a imprese esterne, la possibilità di investire nella propria comunicazione in un ambito coerente con la propria mission e con il proprio territorio. Il progetto Eja nasce dalla convinzione che, nella vastità del web e dell’etere televisivo, sia necessario ritagliarsi lo spazio in virtù della propria specificità culturale, linguistica, produttiva, dei propri altrimenti limitanti confini”.

Il circuito Sardex, precursore dei progetti analoghi in Italia, conta su circa 2500 aziende, espressione di tutto il territorio dell’isola e di tutti i settori produttivi. Offre alle aziende tutti i benefit derivanti dalla rete, anche dal punto di vista della comunicazione, attraverso riviste, newsletter, eventi. Eja “intende riunire in un percorso narrativo coerente tutte le opportunità di rete e comunicazione delle aziende”.
In questo senso, “Eja crea un legame saldo tra aziende e concessionaria, ponendo le basi per un progetto con prospettive temporali slegate dalla contingenza dell’introito pubblicitario estemporaneo, permettendo comunque a ogni impresa di investire in un canale pluralista, moderno e legato al territorio, che offre dei servizi e che è una vetrina privilegiata per gli associati”.


Sembra un po’ un grande sogno, in effetti, ma l’idea va sicuramente studiata e approfondita. Intanto torniamo a Eja Tv e ricordiamo intanto che nella lingua sarda la parola Eja vuol dire ‘sì’. Il canale è dunque edito della casa di produzione Terra de Punt srl, che opera affinché in Sardegna il mondo della comunicazione e della Tv possa parlare la lingua di chi vive in questa regione.
La Sardegna è terra ricca di culture e lingue diverse e Eja Tv intende dare voce a tutti. “Eja è la Tv del sardo, del gallurese, del sassarese, del tabarchino, dell’algherese, è il megafono della nostra identità, che vuole aprire e confrontare con il mondo. È la Tv dei sardi di domani. Eja parla di Sardegna con format moderni e dinamici. Racconta la musica, il cinema, la letteratura, la cultura di oggi, è informazione, politica, ambiente, energia. Eja è sport, tecnologia, futuro. Vogliamo fare in modo che tutti i sardi abbiano un luogo in cui raccontare la loro storia”. (M.R. per NL, con la collaborazione di Pierpaolo e Giuseppe Podda)