Tv. Mediaset chiede regole uguali per tutti. “Sky? Non siamo venditori”

La consigliera d’amministrazione Gina Nieri chiede parità di trattamento per tutti gli operatori del mercato. E sul diritto d’autore: “Paghino anche Google e Facebook”.

Gina Nieri (foto) ne ha avuto per tutti nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, dove ha espresso i malumori di Mediaset per le presunte disparità di trattamento in diversi ambiti, dal diritto d’autore sino al canone Rai. La consigliera d’amministrazione del gruppo di Cologno inizia dagli over the top sostenendo che mentre player come Mediaset siano «regolati dal capello ai piedi» questi invece «sono fuori da tutto». Il riferimento vede coinvolti i colossi del web Google e Facebook, che la Nieri indica come competitors diretti negli ambiti del servizio al cliente e dell’acquisizione di risorse. «Il compito di Agcom non è facile», continua, sottolineando la necessità di definire un nuovo perimetro che regoli i contenuti video on line: «Mediaset ha sempre pagato il diritto d’autore, e pretendiamo che chi utilizza i nostri contenuti li paghi». Sul canone Rai l’atteggiamento è positivo per quanto riguarda l’inserimento del canone nella bolletta telefonica, una mossa anti-evasione che sembra piacere alla consigliera; i malumori, invece, sono tutti per la nuova concessione tra stato e Rai, che a suo parere avvantaggerebbe quest’ultima a danno di tutto il mercato poiché «nessuno degli altri operatori ha un finanziamento garantito in partenza». C’è stato modo anche di parlare dell’indiscrezione vedrebbe Mediaset vicina all’acquisizione da parte di Sky, acquisizione peraltro auspicata da diversi investitori e advisor, come già riportato su queste pagine. Tuttavia la Nieri, come del resto Pier Silvio Berlusconi pochi giorni fa, non si scompone né si espone: «Noi non siamo venditori. Poi stiamo a guardare tutto. C’è chi dice che il matrimonio s’ha da fare» (come ad esempio Mediobanca) «ma Mediaset farà solo quello che ritiene giusto per il suo sviluppo». (G.C. per NL)

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