Tv. Pubblicità. Arriva la profilazione degli utenti anche su free to air e smart tv

Anche la tv in chiaro ha un futuro in termini di addressable advertising come le satellitari o, almeno, questo è quanto traspare dalle dichiarazioni di Stefano Sala, a.d. di Publitalia, fatte nel corso del convegno “Accelerare x competere x crescere” che ha avuto luogo a Capri.

Insomma Mediaset si prepara a seguire l’operato di Sky che ha già annunciato di stare lavorando ad AdSmart, il progetto che consentirà di offrire ai clienti spot mirati sulla base della loro posizione geografica, in modo da evolvere il mercato pubblicitario televisivo per colmare le lacune che oggi presenta rispetto al web. Il Biscione, conta di muoversi nella stessa direzione anche “sulla televisione free grazie al nuovo protocollo (Hbbtv) attivo al partire dal 2017”. Così com’era stato in occasione dell’annuncio di Sky, tuttavia, le informazioni rimangono ancora molto vaghe, limitandosi alla promessa che sarà possibile “dare audience profilata anche sulla televisione free” e che non vi saranno violazioni della privacy, visto che sarà l’utente a consentire l’utilizzo dei propri dati. Va detto anche che, la sola appartenenza geografica, non rappresenta un parametro così influente in termini di profilazione ma, senza dubbio, è un inizio. Da sottolineare come non siano soltanto le televisioni ad aver fiutato la nuova possibilità: Samsung ha infatti fatto sapere che inizierà a erogare campagne pubblicitarie addressable attraverso le sue smart tv, 50 milioni di apparecchi in tutto il mondo. (E.V. per NL)
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