Tv, pubblicità. RAI in linea nel primo semestre, ma maggio cresce dell’8%. Piscopo: conta il costo contatto, non gli sconti

Bene per la pubblicità sulle reti pubbliche: il primo semestre dell’anno si è chiuso con una raccolta in linea con lo stesso periodo del 2014 (senza considerare l’effetto estemporaneo dei Mondiali di calcio 2014).

Tuttavia, il positivo riscontro ha avuto luogo grazie alle brillanti perfomance di maggio, che ha fatto registrare un incremento dell’8% sul medesimo mese del 2014, riequilibrando il semestre che altrimenti avrebbe avuto un segno negativo (seppur minimo). Le proiezioni danno in crescita anche giugno, escludendo il plusvalore di 25-30 mln di euro determinato dai mondiali brasiliani l’anno passato. Quanto ai contestati sconti effettuati dalla concessionaria pubblica, Fabrizio Piscopo, a.d. di RAI Pubblicità, ha dichiarato: "Quel che conta è il cost Grp e in base a stime Nielsen ottimizzate dall’ufficio marketing interno a Rai Pubblicità quello di Discovery sarebbe il più basso della pubblicità in Italia, mentre il più alto è quello di Sky". Linea di pensiero ribadita da Fabio Belli, cfo di Rai Pubblicità, secondo il quale, anche se la concessionaria avesse abbassato i prezzi, sarebbe impossibile ipotizzare un crollo dei listini di tutti gli altri player, posto che Rai ne controllerebbe solo il 5%. (E.G. per NL)
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