Tv. Qvc tara le televendite sulla personalità degli italiani. L’a.d. Steve Hofmann: non chiamateci teleimbonitori, facciamo intrattenimento

L’azienda propone un nuovo modo di fare shopping in tv, entrando nelle case degli utenti come un vero e proprio personal shopper e respinge la definizione di tele-imbonitori.
La rete questo mese festeggia il secondo anno dallo sbarco in Italia e i dirigenti stimano che il Bel Paese possa valere 546,6 milioni di euro, alla pari di quello britannico. La società americana, fondata nel 1986 da Joseph Segel, ha creato un canale retail per la televendita incentrato su tre principi: quality, value e convenience. Il network è attualmente operante negli USA, in Inghilterra, Germania, Giappone e, dal 1° ottobre 2010, anche in Italia (su LCN 32 del DTT o 475 di Sky) come retailer multimediale globale con oltre 50 milioni di clienti e 17.000 dipendenti nel mondo (supera in dimensioni la maggior parte dei retailer tradizionali). “Noi facciamo shopping entertainment, alternando trasmissioni commerciali a documentari di sola informazione su come opera il mondo dalla moda, del design, su come gli chef creano nuove ricette in cucina”, afferma Steve Hofmann a.d. di Qvc Italia e Qvc Europa (cfr. Italia Oggi del 10 ottobre). E deve essere vero, se telespettatori e clienti condividono esperienze e opinioni in tempo reale, telefonando e intervenendo con i presentatori durante gli show live (la scelta è garantita dalla variazione di prodotti giorno dopo giorno). Allo stesso tempo, la mission aziendale assicura qualità e convenienza, comprando direttamente dal produttore, quindi senza intermediari a tutto vantaggio del prezzo finale. Ma l’obiettivo di Qvc è ancora più ambizioso: cambiare le abitudini di acquisto degli italiani che, come i giapponesi, aspirano ad un’alta qualità dei prodotti, ma poi si accontentano di un basso livello in fatto di customer service. In attesa di realizzare appieno la filosofia aziendale anche nel nostro Paese, Qvc sta tarando il layout dei programmi sugli standard del telespettatore italiano: il ritmo dello show è diventato più rapido, con maggiore gestualità e luci differenti rispetto alle versioni di altre nazioni. (V.V. per NL)
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