Ucciso l’autista di Daniele Mastrogiacomo

Secondo i rapitori Said Agha era una spia. La moglie, incinta, appena appresa la notizia perde il bambino


E’ finita in tragedia per Said Agha la terribile esperienza del sequestro. Agha era l’autista di Daniele Mastrogiacomo (foto), afgano, originario della provincia di Helmand, dove undici giorni fa è stato rapito insieme al giornalista di “Repubblica” ed al suo interprete Adjmal Nashkbandi, anch’egli afgano. Said Agha è stato ucciso perché ritenuto una spia da parte del gruppo di guerriglieri Talebani che stanno tenendo col fiato sospeso i due giornalisti, le loro famiglie e tutta l’Italia. A dare l’annuncio dell’assassinio è stato un certo Sahabuddin Atal, autodichiaratisi portavoce del mullah Dadullah, anche se, nelle ore successive, Yousuf Ahmadi, il portavoce dei Talebani che in questi giorni ha a più riprese fornito informazioni sul rapimento, ha annunciato di non essere a conoscenza della morte dell’autista e tantomeno dell’identità di colui che l’ha annunciata. La moglie di Agha, appena saputo della disgrazia, ha perso il bambino che portava in grembo, al sesto mese di gravidanza. Quanto al reporter, nella giornata di oggi scadeva l’ultimatum che i rapitori avevano dato al governo italiano per soddisfare le loro richieste e salvare la vita a Daniele Mastrogiacomo ed al suo interprete. Tale scadenza è stata prorogata dai sequestratori di tre giorni. Il termine scadrà, quindi, lunedì prossimo. Liberate Mastrogiacomo. (Giuseppe Colucci per NL)

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